Acomea, volano le masse

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di Andrea Giacobino 5 Settembre 2017 | 08:30
Solo un milione di profitti per la Sgr di Foà & C. In calo le commissioni, ma gli aum salgono del 41,8%. Ispezione Bankitalia.

Crolla l’utile di Acomea Sgr, società di gestione presieduta e controllata da Alberto Foà (nella foto) e i suoi manager e partecipata da Unipolsai e Banco Desio e Brianza ciascuno con l’8,6%. L’utile 2016 è stato infatti di poco superiore al milione di euro (tutto andato a dividendo) rispetto agli oltre 3,6 milioni di profitto del precedente esercizio, frutto di commissioni nette diminuite da 13,2 a circa 10 milioni.

Foà nella relazione sulla gestione spiega che il calo delle fee è dovuto “principalmente alle minori commissioni di incentivo” mentre sono rimaste stabili quelle generate dalle gestioni individuali. Le spese amministrative sono scese da 8,3 a 7,6 milioni, per minori gratifiche una-tantum e minori investimenti pubblicitari.

Complessivamente il controvalore delle gestioni proprie è salito da 972 milioni ad oltre 1,3 miliardi mentre le gestioni in delega sono passate da 30 a quasi 60 milioni soprattutto per effetto dell’incorporazione di Rovere Sicav; sicché il totale degli Oicvm si è incrementato complessivamente nel 2016 di 391 milioni  passano da 26 a 302 milioni e le masse gestite totali pari a 1,42 miliardi sono cresciute di 419 milioni, con un balzo del 41,8% sul 2015.

“Per il 2017 – dice Foà – è attesa una crescita degli asset under management” grazie all’avvio di nuovi rapporti di distribuzione con CariParma e Banca Generali e al lancio dei Pir. A febbraio scorso AcomeA Sgr è stata oggetto di un’ispezione di Banca d’Italia.

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