Lombard Odier IM: occhi puntati sulle conseguenze del rialzo Fed

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di Chiara Merico 16 Dicembre 2015 | 11:42
Per il global strategist Salman Ahmed non alzare i tassi in questa fase lancerebbe un segnale negativo sulla fiducia del FOMC rispetto alle prospettive di crescita economica statunitense.

ASPETTATIVE MISURATE – “Per quanto riguarda la Fed, almeno in termini di aspettative, la situazione è molto più misurata. La Fed sta approntando ciò che probabilmente sarà il più discusso e analizzato avvio di un ciclo di rialzo dei tassi di interesse. Il FOMC si è sentito incoraggiato dai recenti dati sul mercato del lavoro, con la prospettiva di una situazione di piena occupazione (in termini di tasso di disoccupazione)”, commenta Salman Ahmed, global strategist di Lombard Odier Investment Managers. “Questo va chiaramente a favore dell’ipotesi di un aumento dei tassi. Tuttavia, il contesto è molto diverso sul fronte dell’inflazione, dove dinamiche inflazionistiche piuttosto deboli continuano a suggerire un approccio più cauto. Indubbiamente, vista la retorica della Fed e i dati sul mercato del lavoro all’alba della prossima riunione, ci sembra che non alzare i tassi in questa fase sarebbe più dannoso: lancerebbe infatti un segnale negativo sulla fiducia del FOMC rispetto alle prospettive di crescita economica statunitense”.

SI GUARDA ALLE CONSEGUENZE – “Visto il contesto economico, con eccessiva liquidità nel sistema a seguito dei diversi programmi di QE, il FOMC deve fare molta attenzione e utilizzare una serie di altri strumenti (ad esempio il pagamento del tasso di interesse su riserve e reverse repo) per garantire che il mercato reagisca al rialzo dei tassi in modo adeguato. Nella nuova situazione, ossia un mondo saturo di macro-liquidità, attuare il giusto impianto di canali (con i rischi associati) sarà un compito molto importante per il FOMC all’inizio del ciclo di aumento dei tassi. Dopo il primo rialzo, non sorprenderà che gli investitori in tutto il mondo si chiederanno quali saranno i passi successivi. Una questione essenziale riguarda le conseguenze dei segnali della Fed in un mondo che sta ancora vivendo una disinflazione globale. Gli ultimi sviluppi del mercato mostrano inoltre che l’economia globale è ancora alle prese con alcune importanti fonti di incertezza, in particolare lo stato dell’economia cinese e la liquidità dei mercati del reddito fisso, in un mondo oggi più rigidamente regolamentato”, spiega Ahmed.

TRE PAROLE CHIAVE – Per il global strategist “ci aspettiamo un ritorno della forward guidance. Pensiamo che la Fed comunicherà maggiormente la sua funzione reattiva per attenuare l’impatto del rialzo dei tassi sulle condizioni finanziarie statunitensi. ‘Gradualità’, ‘dipendenza dai dati’ e ‘sviluppi internazionali’ sono le parole chiave in questo contesto. L’enfasi posta su uno o tutti questi aspetti, nel testo o nel discorso di Yellen, sarà essenziale per comprendere quale forma assumerà il ciclo di rialzi. Indicherà anche se sarà più aggressivo e “hawkish” rispetto alle attuali aspettative di mercato.Ci aspettiamo inoltre che la sintesi trimestrale delle proiezioni economiche (SEP) mostri un ulteriore ribasso nei tassi finali. Questo consoliderebbe l’ipotesi di un rialzo dei tassi ‘graduale‘”.

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