Consultinvest: in vista ancora volatilità sui mercati

A
A
A
di Chiara Merico 14 Gennaio 2016 | 08:07
Per la società guidata da Maurizio Vitolo l’azione restrittiva della FED è arrivata tardi e rischia di trasformarsi in un grave errore di policy.

MERCATI VOLATILI – “Dovremo fare l’abitudine a mercati azionari e obbligazionari ancora molto volatili perché la crescita globale rimarrà ancora sotto potenziale, ma anche perché la FED pare comunque intenzionata ad alzare ancora i tassi d’interesse, nonostante ci siano chiare indicazioni che il ciclo economico USA sia ormai maturo e in flessione”. E’ questa la visione di Consultinvest, guidata da Maurizio Vitolo. “Mai come questa volta la FED ha iniziato un ciclo di rialzo dei tassi in presenza di dati che già da quest’autunno hanno iniziato a diventare progressivamente più deboli, soprattutto nel settore manifatturiero. È questa una fase ciclica dove le imprese stanno dando segnali di un chiaro peggioramento della salute dei loro bilanci: i margini e gli utili sono in contrazione in presenza di un debito molto elevato che è stato accumulato per ripagare gli azionisti, tra dividendi e buyback, e non per investimenti che invece saranno largamente necessari per sostenere la crescita e la competitività globale. Tuttavia la FED si mostra convinta della solidità dell’economia USA e oggi anche suoi membri più schierati tra le “colombe” – come Mester e William – sono favorevoli al rialzo dei tassi”.

AZIONE TARDIVA – “Quest’azione restrittiva della FED – altamente necessaria dal punto di vista degli equilibri macroeconomici di lungo periodo (ma che avrebbe dovuto essere avviata già nel 2014 impedendo il formarsi di pericolose distorsioni sui mercati) – è però tardiva e rischia di trasformarsi in un grave errore di policy”, osserva Consultinvest. “Ora un ciclo di rialzi pare tardivo e infatti il mercato non crede che la FED possa alzare i tassi di 25bps ogni trimestre nei prossimi due anni, come lasciano intendere le indicazioni dell’ultimo FOMC di dicembre, in presenza di dati così deboli: l’ultimo ISM manifatturiero USA (l’equivalente dei nostri PMI) è sceso in territorio di contrazione e al livello più basso dal 2009, ovvero su valori che in passato hanno anticipato la recessione.Questa dissonanza tra le intenzioni dichiarate della FED e la visione del mercato, che non crede nel modo più assoluto a questa filiera di rialzi dei tassi, rischia di creare incertezza e volatilità e di penalizzare i mercati USA”.

MEGLIO L’AREA EURO – “Migliori possono invece essere le prospettive per l’area euro, dove a fronte di una politica monetaria che rimarrà super espansiva (a marzo è possibile che siano annunciate nuove misure dalla Bce) ci sono concreti segnali che anche la politica fiscale possa diventare più espansiva sostenendo la domanda interna”, nota Consultinvest. “Soprattutto dovremo poter finalmente vedere il rilancio della spesa per investimenti che è grandemente necessaria. Proprio e solo sulla base di queste aspettative positive gli investitori sembrano ancora disposti a puntare con decisione in favore del mercato azionario dell’Euro zona, almeno per la prima parte del 2016, privilegiandolo rispetto a quello USA, che appare molto caro viste le prospettive di dollaro forte, tassi FED in salita e crescita sotto potenziale”.

I RISCHI IN EUROPA – “Per il successo dell’Eurozona sarà però cruciale testare in corso d’anno la coesione politica a livello europeo (non dimentichiamoci il possibile referendum Brexit in GB, le difficoltà politiche del governo in Spagna, il nuovo disallineamento Italia-Germania, una situazione ancora molto delicata in Grecia e l’avvio della battaglia politica per le elezioni in Francia e Germania nel 2017), oltre al successo nell’implementazione a livello nazionale delle suddette misure fiscali che dovranno dare massimo spazio all’aspetto redistributivo, pena la loro inefficacia al rilancio della domanda interna. In realtà sulla ripresa della spesa per investimenti siamo ottimisti e ci aspettiamo possa essere un fenomeno positivo veramente globale, in grado di riguardare tanto i Paesi sviluppati che quelli emergenti, dopo anni di stanca. Questo è un aspetto molto importante per la sostenibilità della crescita economica globale dopo i segni di stallo visti nel 2015″, conclude Consultinvest.

Vuoi ricevere le notizie di Bluerating direttamente nel tuo Inbox? Iscriviti alla nostra newsletter!

Condividi questo articolo
NEWSLETTER
Iscriviti