Top Advisor, come i primi in classifica affrontano la volatilità

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Chiara Merico di Chiara Merico 21 Gennaio 2016 | 07:33
I concorrenti mostrano di avere approcci e metodologie molto diversi tra loro, pur con lo stesso obiettivo: massimizzare i rendimenti nonostante il difficile contesto di mercato.

AFFRONTARE LA VOLATILITA’ – I mercati finanziari sono sempre più caratterizzati da elevata volatilità: questa situazione può rappresentare un rischio, ma anche un’opportunità per gli investitori, a patto di sapere quali scelte operare. E anche i concorrenti che partecipano a Top Advisor, il concorso lanciato da Pictet Asset Management e Fida, quando costruiscono i loro portafogli virtuali mostrano di avere approcci e metodologie molto diversi tra loro, pur con lo stesso obiettivo: massimizzare i rendimenti nonostante il difficile contesto di mercato.

LE SCELTE DI QUINBUS – Se prendiamo in analisi, ad esempio, le scelte operate dai primi in classifica, Quinbus ha puntato esclusivamente sull’obbligazionario, che rappresentava il 100% del suo portafoglio fino ai primi giorni di gennaio. Dopo il 10 di questo mese il suo portafoglio è cambiato, con l’ingresso di un 10% di azioni: una composizione che resta in controtendenza rispetto alla media dei partecipanti. Infatti in media l’azionario pesa per il 60% dei portafogli e l’obbligazionario per il 40%. A Luca Lodi, head of research and development di Fida, abbiamo chiesto come commenta la scelta di Quinbus e se la giudica valida all’interno dell’attuale contesto di mercato. “Con il senno di poi è facile dire che la scelta si sia rivelata corretta. Più in generale direi che la quota azionaria, soprattutto in un ottica di lungo termine, è però eccessivamente contenuta. A livello congiunturale i tassi straordinariamente bassi penalizzano decisamente gli asset obbligazionari e ne celano parecchi rischi. E’ chiaro che nelle fasi di trend negativo dell’equity questa strategia si riveli particolarmente valida”, risponde Lodi.

SERGIO77 – Passando al secondo classificato, Sergio77, notiamo un quadro totalmente diverso. Partito con un portafoglio composto al 90% da azioni e al 10% da titoli obbligazionari, intorno al 20 novembre il concorrente ha deciso di invertire la rotta, riposizionando il proprio portafoglio in maniera molto più prudente e aumentando la componente obbligazionaria al 50% circa. A Luca Lodi abbiamo chiesto come valuta questa scelta e se crede che un portafoglio di questo genere sia adeguato ad affrontare l’attuale contesto di mercato: “In questo caso il timing è stato ottimo, strategie di questo genere, dinamiche che puntano a seguire i movimenti di mercato possono essere molto proficue in fasi di forte volatilità anche se è molto facile commettere errori”, commenta Lodi, secondo cui “i concorrenti si trovano in ogni caso in uno scenario molto difficile da gestire, non solo dal punto di vista dell’interpretazione, ma anche perchè dominato da fattori esogeni come gli interventi delle banche centrali che continuano a influenzare i mercati in maniera determinante alterando gli equilibri di mercato”.

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