Credit Suisse: rischi sul fronte della liquidità

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Per Massimiliano Gnesi, gestore del CS (lux) Absolute Return Bond Fund, il 2016si è aperto nel segno del nervosismo per i dati sulla Cina

di Elisa Zeri29 gennaio 2016 | 09:33

Il vecchio anno si è chiuso con grandi preoccupazioni da parte del mercato sull’onda della divergenza delle politiche monetarie delle due banche centrali, Bce e Fed. Tanto che il 2016 si è aperto con un grande nervosismo alimentato dai dati provenienti dalla Cina. Come fare performance oggi? Parla Massimiliano Gnesi, gestore del CS (lux) Absolute Return Bond Fund, nato a metà del nel 2014, 400 milioni di euro di masse in gestione che provengono perlopiù dalla clientela istituzionale.

Cosa dire di questo inizio anno?
Crediamo che questi eventi avranno un impatto sui mercati finanziari per un po’ di tempo. Il consensus parla di una crescita globale lenta, bassa inflazione e tassi di interesse estremamente bassi. Alla luce di questo e considerando che le banche centrali stanno procedendo su corsi divergenti, ci aspettiamo che i mercati globali rimangano compressi, sfidando il potenziale di rialzo delle asset class tradizionali. Inoltre, le tensioni geopolitiche probabilmente finiranno per creare ulteriore volatilità. Soprattutto pensiamo che il 2016 sia un anno un po’ particolare per le asset class tradizionali.

Vi aspettate che queste divergenze economiche e politiche continueranno a guidare i mercati finanziari?
Sì. Sono state di beneficio nel corso del 2015 sul fronte dei rendimenti sul fronte dei long/short equity (con sovrappesi sull’Europa rispetto agli Usa) con guadagni provenienti dalla negoziazione sulle valute proprio sulla scia delle diverse politiche.

Rispetto a un fondo tradizionale cosa si compra ricorrendo a uno strumento alternative?
In un prodotto alternative si comprano lo stile gestionale e il tracking error. Anche in questo tipo di fondi è essenziale la diversificazione.

Quali strategie vede con positività per fare performance?
Strategie molto attive di trading. La mia strategia è momentum based ma con un occhio sempre aperto a segmenti interessanti come commodity e debito emergente dove ci possono essere, per esempio, interessanti opportunità. Molti sono entrati tardi e c’è spazio di upside ma sono da maneggiare con cura. È interessante anche puntare su titoli in grado di performare bene in fasi di shock.

Rischi?
Un rischio chiave lo vediamo sul fronte della liquidità, che si è molto ridotta, in particolare per i mercati del credito, dove l’impatto normativo riguardanti i parametri di adeguatezza patrimoniale delle banche banca va gestito. Il rischio sistemico, in altre parole, se prima veniva perlopiù dalla leva, ora viene dalla liquidità. Non abbiamo però la sensazione che ci saranno corposi drawdown dato che, secondo noi, non c’è un alto livello di rischio sistemico. Tuttavia, veloci e marcate correzioni e volatilità superiore possono mettere a rischio le strategie. Quindi puntiamo a ridurre il beta, in particolare nelle strategie event driven (con l’eccezione di merger arbitrage) e anche nel trading sul fronte delle commodity. Nello spazio macro, le nostre opinioni sono ancora costruttive e aumentiamo l’esposizione long short. Questo contesto, con un’alta volatilità di mercato e un riposizionamento in atto da parte dei portafogli degli investitori, è di supporto per i fondi hedge. Dal punto di vista macro, se da una parte l’altalenante andamento della Cina è pressochè già prezzato dal mercato a preoccuparci potrebbe essere un’eventuale recessione negli Stati Uniti. Ma non è quello che ci aspettiamo sebbene sul credito una prossima recessione americana è prezzata al 70-75%.


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