Marks (Neuberger Berman): vi spiego tutto sui titoli ibridi

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Un titolo societario ibrido fa parte del capitale non finanziario di una società e ha le caratteristiche sia di un’obbligazione sia di un’azione. Con molti pregi per Julian Marks, gestore del fondo Corporate Hybrid Bond. Ecco quali.

Chiara Merico di Chiara Merico8 marzo 2016 | 08:30

LA PAROLA AL GESTORE – In un contesto di mercato caratterizzato da rendimenti minimi, i titoli ibridi possono rappresentare un’opportuità interessante. Bluerating.com ne ha discusso con Julian Marks (nella foto), gestore del fondo Corporate Hybrid Bond di Neuberger Berman.

Qual è la strategia di investimento del fondo Corporate Hybrid Bond?
I gestori del fondo adottano un approccio di investimento value e fondamentale a lungo termine. Il fondo ricerca i titoli più promettenti, ovvero quelli più sottovalutati rispetto ai fondamentali, e li detiene per un lungo periodo di tempo. Tipicamente i titoli sono venduti solo quando hanno raggiunto una buona performance e quindi non sono più valutati in modo così interessante o emergono alternative più attraenti verso cui spostarsi. Nonostante i gestori cerchino di diversificare per emittente, settore e Paese, si tratta di un portafoglio ad alta convinzione e, ove il mercato offre opportunità molto attraenti verso cui destinare il capitale, i gestori non temono di assumere posizioni con quote più ampie. Ad esempio, il recente ritracciamento di nomi come BHP Billiton e Total, rispettivamente nel settore dei metalli ed estrazione e in quello dell’energia, ha offerto dei punti di ingresso estremamente interessanti per acquistare titoli di debito molto solidi.

Cosa sono e quali caratteristiche hanno i titoli ibridi?
Come suggerisce il nome, un titolo societario ibrido fa parte del capitale non finanziario di una società e ha le caratteristiche sia di un’obbligazione sia di un’azione. Le obbligazioni societarie ibride sono subordinate al debito senior, il che significa che, in caso di fallimento, chi le detiene viene pagato subito dopo coloro che hanno in mano debito senior ma prima che vengano pagati gli azionisti. Le obbligazioni di questo tipo pagano cedole come le obbligazioni tradizionali ma l’emittente può smettere di pagarle senza dichiarare fallimento, quindi in un certo senso le cedole sono simili ai dividendi azionari. Tuttavia, se un emittente di obbligazioni societarie ibride smette di pagare le cedole non può pagare i dividendi finché non ripaga tutte le cedole saltate, spesso dovendo aggiungere gli interessi. Così come le azioni questi titoli hanno una scadenza estremamente lunga o sono perpetui; gli emittenti sono però fortemente incentivati a richiamarli dopo 5 o 10 anni, quindi hanno un prezzo simile alle obbligazioni a 5 o 10 anni.

Quali vantaggi apportano i titoli ibridi, per gli investitori e per gli emittenti?
Quasi il 75% dei titoli societari ibridi ha un rating investment-grade e quasi tutti sono emessi da società con rating investment-grade. Inoltre, il 66% proviene da emittenti inglesi, tedeschi o francesi, e circa il 50% deriva da società di utility che pagano dividendi regolarmente, molte delle quali sono sostenute da proprietà pubbliche. Inoltre, si tratta di obbligazioni subordinate – non ci aspettiamo nessun rimborso in caso di bancarotta, a differenza delle obbligazioni senior che rimborsano il 35-40%– e in ragione di questo, le agenzie di rating tendono a dare un rating di alcuni gradi inferiore rispetto a quello dato alle obbligazioni senior dello stesso emittente. Per gli investitori, quindi, questo equivale a ricevere un rendimento simile a quello ci si attenderebbe da un’obbligazione ad alto rendimento di emittenti societari di elevata qualità. Al momento, ci sono in media più di 200 punti base in più di rendimento rispetto alle equivalenti obbligazioni senior. Riteniamo che questo ricompensi più che adeguatamente gli investitori per il rischio extra. Il rendimento più pronunciato potrebbe essere dovuto al fatto che attualmente i gestori investment-grade, che analizzano quotidianamente questi emittenti, potrebbero avere difficoltà ad acquistare obbligazioni subordinate mentre i gestori ad alto rendimento non conoscono bene gli emittenti. Agli emittenti le obbligazioni societarie ibride offrono un costo del capitale più contenuto rispetto alle azioni. Gli investitori in titoli ibridi danno agli emittenti la possibilità di differire le cedole o differire il richiamo del titolo e, per questa ragione, quando le agenzie di rating guardano i bilanci per decidere il rating sulle obbligazioni, calcolano il capitale ibrido metà di quello azionario, soggetto a certe condizioni. Emettere titoli ibridi è un modo per fare un aumento di capitale con un impatto minimo sul rating del debito emesso dalla società e senza diluire gli azionisti esistenti. Inoltre, a differenza dei dividendi azionari, i pagamenti delle cedole sui titoli ibridi sono deducibili dalle tasse, così come avviene per le obbligazioni tradizionali.

Nell’attuale contesto di mercato, perché conviene investire in titoli ibridi? 
Il contesto di riferimento attualmente offre rendimenti minimi, quindi poter accedere a rendimenti più elevati in società di alta qualità con rating investment-grade è probabilmente una possibilità interessante per un investitore. Questo è quello che i titoli societari ibridi non finanziari possono offrire.


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