Top Advisor, su cosa puntano gli investitori Millennials

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di Chiara Merico 4 Aprile 2016 | 08:45
Gli investitori più giovani devono stare attenti a non farsi condizionare dall’inesperienza e a operare scelte consapevoli. In questo senso un concorso come Top Advisor può rivestire un ruolo importante.

Intercettare bisogni e aspettative degli investitori più giovani (i cosiddetti Millennials) è la sfida che tutti gli asset manager si trovano a dover affrontare: d’altra parte, questi investitori devono stare attenti a non farsi condizionare dall’inesperienza e a operare scelte consapevoli. In questo senso è importante il ruolo di un concorso come Top Advisor, lanciato da Pictet Asset Management e Fida. Bluerating.com ne ha discusso con Daniele Cammilli, head of marketing and client servicing di Pictet.

Molti dei concorrenti di Top Advisor sono giovanissimi. Come si caratterizzano le loro scelte di investimento?
I partecipanti della categoria studenti si caratterizzano per una decisa preferenza per l’azionario, in particolare sui fondi tematici. La cosa non deve stupire, in considerazione del fatto che anche nella vita reale gli investitori più giovani hanno un orizzonte temporale di investimento più lungo e anche la propensione al rischio è superiore a quella degli investitori con maggiore anzianità. I fondi tematici in questo senso sono particolarmente indicati per questo tipo di investitori, perché permettono di cogliere le opportunità derivanti dalle dinamiche tecnologiche, politiche sociali e ambientali di lungo periodo, destinate a trasformare il mondo in cui viviamo: i cosiddetti “megatrend”.

Quali sono le principali differenze nell’approccio al concorso e alla costruzione di portafogli virtuali tra i Millennials e gli altri concorrenti?
I Millennials si contraddistinguono per una maggiore disponibilità all’investimento tematico, al di là della pura ricerca del miglior rapporto rischio/rendimento. Questo aspetto è assolutamente coerente con una delle principali indicazioni che le ricerche sui Millennials hanno evidenziato: una maggiore sensibilità alle tematiche della sostenibilità e alle implicazioni ambientali ed etiche dei propri investimenti. A livello di costruzione di portafoglio invece si nota una sostanziale differenza in termini di turnover di portafoglio, con i concorrenti più giovani che hanno effettuato molte meno movimentazioni rispetto in particolare alla categoria dei consulenti finanziari, generando quindi meno commissioni con le loro operazioni, a fronte peraltro di rendimenti complessivi di portafoglio inferiori a quelli realizzati dai professionisti del settore, soprattutto per quanto riguarda i primi in classifica.

Cosa si aspettano i Millennials dagli investimenti e quali sono invece le loro paure?
Le ricerche ci dicono che i Millennials sono fondamentalmente scettici nei confronti degli investimenti. Sono stati duramente colpiti dalla recessione e, sebbene con grandi differenze a livello geografico, hanno avuto difficoltà di ingresso nel mondo del lavoro. Per queste ragioni sono sostanzialmente scettici sul fatto che il successo finanziario sia indicativo del loro successo personale, anche se danno grande importanza e valore alle loro condizioni economiche. Inoltre, essendo ‘nativi digitali’, questi investitori danno grande importanza alla tecnologia anche nella gestione dei propri risparmi; vogliono essere direttamente coinvolti nelle loro scelte di investimento e sono tentati dal ‘fai da te’. In Pictet siamo convinti che una delle grandi sfide che dovranno affrontare i consulenti degli investimenti negli anni futuri consisterà nel riuscire a dimostrare le loro grandi capacità e competenze scendendo sul terreno dell’interazione preferito dai Millennials: il digitale. In questo senso un concorso come Top Advisor può essere un ottimo punto di partenza.

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