Billiard (Fin.de l’Echiquier): “Lanciamo un fondo in Italia”

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di Elisa Zeri 4 Aprile 2016 | 08:23
L’Italia, spiega il ceo Dominique Carrel-Billiard, per la casa di gestione è il secondo mercato in ordine di importanza dopo la Francia.

Un nuovo fondo e una strategia che punta sulla crescita nel mercato italiano: sono solo alcune delle novità messe in campo da Financière de l’Echiquier. Bluerating.com ne ha discusso con il ceo, Dominique Carrel-Billiard

Ci può spiegare la strategia di crescita della vostra società in Italia e più in generale in Europa, tra lo sviluppo della base clienti, nuovi prodotti, canali distributivi?
Il nostro modello di sviluppo si dimostra agile. Ci consente infatti di focalizzarci innanzitutto sui paesi in cui riteniamo di poter fornire valore aggiunto ai risparmiatori. Siamo presenti in Italia da 10 anni ormai, durante i quali abbiamo segnato una tappa decisiva con l’apertura di un ufficio a Milano nel dicembre del 2013. I nostri team sono così vicini ai nostri clienti e partner locali per garantire loro il miglior servizio possibile. L’essere agili significa poter proporre le soluzioni giuste ai target giusti – promotori, private bank, compagnie assicurative – al momento giusto. Oggi, ad esempio, lanciamo un nuovo fondo a gestione diversificata sistematica – Echiquier QME – la cui performance è decorrelata rispetto agli asset finanziari tradizionali.

Quanto importante è il mercato italiano per voi e dove intravede altre opportunità di crescita in Europa?
A dimostrazione del nostro impegno nei confronti dell’Italia abbiamo consolidato la nostra presenza locale nel 2013. In termini di masse, l’Italia è il nostro secondo mercato per ordine di importanza dopo la Francia. Quanto alle opportunità di crescita sono presenti ovunque per i gestori quali siamo. Ma ancora una volta ci concentriamo sui mercati dove possiamo acquisire legittimità in modo rapido grazie alle nostre competenze specifiche. La Germania, il Belgio, la Spagna ma anche la Svizzera dove abbiamo aperto un ufficio di recente sono quindi con l’Italia i nostri mercati prioritari in Europa. Sono importanti bacini di risparmio con reti distributive capillari, professionali e organizzate, che rappresentano un ecosistema favorevole per player come noi.

Quali sono i fatti e gli obiettivi, in termini di masse gestite, in Italia?
Gestiamo attualmente 500 milioni di euro in Italia su un totale complessivo pari a 8 miliardi circa di masse gestite. Puntiamo a diventare un attore di riferimento per i distributori in Italia. Così come in Francia condividiamo una stessa convinzione: se daremo ai nostri clienti le performance che questi ricercano nel tempo, la crescita ci sarà. In che modo il settore dei fondi dovrebbe evolvere in Italia/Europa nei prossimi anni alla luce degli impatti del quadro normativo (MiFID 2) e del consolidamento del settore bancario? Le regolamentazioni implementate da alcuni anni ormai continueranno a sortire effetti su tutta l’industria. Il fabbisogno in futuro per le pensioni e il Long Term Care sono tali che il settore dovrebbe andare incontro a una crescita strutturale in volumi. Questa crescita andrà di pari passo, viste le nuove normative e tecnologie, con una compressione dei margini e una riconfigurazione dei circuiti distributivi per quanto riguardo, tra l’altro, il tema dell’architettura aperta e di un consolidamento dei player.

Lo sviluppo dei fondi pensione in Italia è ancora piuttosto lento. Quale potrebbe esserne l’acceleratore?
Lo sviluppo dei fondi pensione è una tema fondamentale per la maggior parte dei paesi in Europa continentale. In Italia, come in Francia, la questione deve fare i conti con ostacoli culturali e politici. La risposta sta nel proporre una gamma completa di soluzioni di risparmio che coniugano capitalizzazione e ripartizione, prodotti collettivi e prodotti individuali. Le tre chiavi principali dello sviluppo dei fondi pensione sono: la regolamentazione, la fiscalità e l’educazione finanziaria.

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