Mifid 2, Assosim bacchetta Deutsche AM

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Assosim non condivide affatto la posizione di Deutsche Asset Management sui costi di ricerca: lo fa sapere la stessa associazione.

Maria Paulucci di Maria Paulucci14 settembre 2017 | 12:06

Assosim non condivide la posizione di Deutsche AM su costi ricerca: ai broker Mifid 2 non chiede di fatturare separatamente la ricerca”: così l’associazione che rappresenta gli operatori del mercato mobiliare italiano risponde all’annuncio dato ieri dalla società di asset management, la quale in una nota ha fatto sapere che “assorbirà i costi di ricerca esterna per i clienti nell’ambito dell’applicazione della nuova direttiva Mifid 2, che entrerà in vigore nel 2018. I clienti di Deutsche AM non saranno quindi gravati da costi aggiuntivi”.

“Con il 2018”, ha spiegato Deutsche Asset Management nella nota sulla sua decisione, “broker, banche e società di trading che rientrano nell’ambito di applicazione della normativa Mifid 2 dovranno fatturare separatamente le analisi e le ricerche fornite ai clienti. Gli asset manager, a loro volta, potranno scegliere se addebitare tali costi ai clienti o farsene carico”. Da qui la precisazione di Assosim, affidata a Twitter.


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