Read (Invesco): “La Brexit sarebbe un problema anche al di là della Manica”

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di Chiara Merico 24 Maggio 2016 | 12:15
Per il co-responsabile del team Fixed Interest di Invesco Perpetual, l’eventuale uscita della Gran Bretagna dall’Ue aprirebbe una fase molto complessa sui mercati.

I PERICOLI DELLA BREXIT – Brexit? No, grazie. “Se i cittadini britannici votassero per l’uscita del Regno Unito dall’Unione europea, la situazione sui mercati diventerebbe davvero complicata, non solo in Gran Bretagna ma anche nel resto d’Europa”, ha fatto sapere Paul Read, co-responsabile (insieme a Paul Causer) del team Fixed Interest di Invesco Perpetual, nell’incontro con la stampa internazionale in corso a Henley on Thames. “Il voto a favore della permanenza della Gran Bretagna nell’Ue sarebbe invece un bene per i mercati. La Brexit non è solo una questione interna”, ha sottolineato Read.

IL MONDO DEI TASSI BASSI – Le preoccupazioni legate alla politica si inseriscono in un quadro generale che vede investitori e gestori muoversi, ormai da tempo, in un mondo caratterizzato da bassi rendimenti. “Cinque banche centrali applicano tassi di interesse negativi e il 39% dei bond sovrani nell’area euro ha tassi di rendimento nominali con il segno meno, mentre il 64% del mercato globale dei treasury offre rendimenti inferiori all’1%”, ha fatto notare il gestore. Di conseguenza, la composizione dei redditi da investimento sta cambiando: la quota percentuale dei rendimenti da interessi sul totale è ai minimi dagli anni Sessanta. I tassi e i rendimenti dovrebbero restare bassi in un contesto, secondo la descrizione di Read, caratterizzato da alcuni aspetti peculiari: improvvisi attacchi di volatilità, dati economici sostanzialmente positivi sui mercati sviluppati, politiche di supporto al mercato del credito europeo e una serie di opportunità in vista.

UNO SGUARDO ALLE POLITICHE MONETARIE –
In questo scenario il ruolo delle banche centrali resta fondamentale. “La Bce sta facendo un ottimo lavoro sotto molti punti di vista”, ha osservato Read, ricordando che l’Eurotower ha portato a zero il tasso di rifinanziamento e tagliato a -0,4% quello sui depositi. Anche la Bank of Japan viaggia in territorio negativo, con il tasso Policy-Rate Balance a -0,1%, mentre la Bank of England ha approvato all’unanimità in febbraio, marzo e aprile il mantenimento del Bank Rate allo 0,5%. E anche la Federal Reserve, l’unica tra le grandi banche centrali ad aver avviato un ciclo restrittivo, sembra ora virare verso una politica più morbida. “I mercati stanno prezzando l’avvio di cicli di rialzo molto graduali da parte di Fed e BoE”, fa notare l’analisi di Read.

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