Brexit, Axa Im: “Si prospettano tempi duri”

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di Chiara Merico 28 Giugno 2016 | 06:31
Per Bone e Chaney “nell’area euro le prospettive economiche peggioreranno, innanzitutto a causa della volatilità dei mercati finanziari, che fa aumentare il costo del capitale”.

SI PROSPETTANO TEMPI DURI – “Dopo il voto britannico sulla Brexit, crediamo che le implicazioni politiche siano più importanti dell’impatto economico e finanziario nel breve termine: si prospettano tempi duri”, spiegano Laurence Boone ed Eric Chaney di AXA Investment Managers. “All’interno dei singoli paesi, gli equilibri politici sono destinati a spostarsi ulteriormente. Riguardo ai rapporti tra paesi, vi saranno tentativi di mostrare unità, ma i mercati e l’opinione pubblica saranno restii a concedere il beneficio del dubbio a leader dimostratisi in larga misura impotenti rispetto all’ascesa di movimenti populisti e nazionalisti. In questa fase, tutte le opzioni sono aperte, dall’impotenza che potrebbe condurre alla frammentazione dell’UE, fino a un processo di riforma radicale che potrebbe dare nuova vita al progetto europeo”.

AUMENTO DELL’INSOFFERENZA – Per Boone e Chaney “nell’area euro le prospettive economiche peggioreranno, innanzitutto a causa della volatilità dei mercati finanziari, che fa aumentare il costo del capitale, ma anche per via dell’incertezza riguardo alle conseguenze politiche del voto britannico. È probabile che le società valutino con cautela i propri piani d’investimento. La crescita dovrebbe comunque procedere allo stesso ritmo che mantiene da inizio anno. Ci aspettiamo un rallentamento solo marginale verso fine 2016 e nel 2017, pur ammettendo che il grado di incertezza della nostra previsione è più alto di prima. Al di là delle dichiarazioni ufficiali dei leader dell’UE, intenzionati a fare il possibile per ribadire il loro impegno verso l’Europa, il principale fattore di rischio è l’aumento dell’insofferenza popolare nei confronti dell’élite europea e di quelle nazionali, considerate incapaci di evitare la crisi del reddito e dell’occupazione”. Spazio anche ad alcune considerazioni sul nostro Paese: “Consideriamo più da vicino il caso dell’Italia. Il premier Renzi prevede di tenere un referendum sulla riforma costituzionale (riduzione dei poteri del Senato) il prossimo ottobre, ma il voto del Regno Unito potrebbe far crescere la rabbia popolare contro l’euro, aumentando il rischio di instabilità politica. A parte l’Italia, si rischiano referendum sulla permanenza nell’UE in altri paesi, a partire dall’Ungheria. Riteniamo meno probabile che si vada a una consultazione referendaria in Olanda o in Finlandia. Tutto considerato, in questo momento le incertezze sul fronte politico, finanziario ed economico sono decisamente aumentate. Per conoscere altre reazioni politiche, attendiamo il vertice UE dopo le elezioni in Spagna; l’impegno verso la costruzione dell’Europa con decisioni concrete sarà fondamentale per riportare la calma sui mercati”, concludono.

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