Consultinvest, attenzione al market timing e al fai da te

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Chiara Merico di Chiara Merico 5 Luglio 2016 | 08:06
L’attenzione dei mercati sembra essersi spostata sul tema delle sofferenze bancarie e sull’eccessivo accumulo dei crediti deteriorati a livello di sistema, spiega una nota della società guidata da Maurizio Vitolo.

I MERCATI GUARDANO ALLE BANCHE – “Dopo il violento sell-off all’indomani del referendum inglese, la volatilità sul mercato dei cambi e sul mercato equity tende a rientrare su livelli più razionali”, sottolinea una nota di Consultinvest, la società guidata da Maurizio Vitolo. “In linea con la nostra strategia pre-referendaria continuiamo a credere che anche nelle prossime settimane i mercati continueranno a subire oscillazioni amplificate dalla speculazione internazionale nonché da importanti fondi di investimento che sempre di più utilizzano strategie di coperture e tecniche long\short volte a generare alfa di portafoglio. L’attenzione dei mercati sembra essersi spostata sul tema delle sofferenze bancarie e sull’eccessivo accumulo dei crediti deteriorati a livello di sistema. In Italia, ad esempio, resta il nodo di quali strade intraprendere per ridurne il peso in modo da riportarli in linea con la media dei loro competitor europei”.

OCCHI PUNTATI SULLA FED – “Il tema Brexit, sicuramente non archiviato, lascia il passo tuttavia ad altri temi di natura monetaria e macroeconomici: in questa settimana dai verbali del Federal Open Market Committee arriveranno spunti ed indicazioni sui futuri aumenti dei tassi da parte della banca centrale statunitense”, aggiunge la nota. “Ricordiamo che la Fed ha lasciato invariati i tassi di interesse dopo il vertice del 15 giugno ridimensionando le aspettative verso i futuri aumenti dei tassi; altrettanto importanti saranno i dati sull’occupazione Usa, dove si attende un tasso di disoccupazione leggermente in aumento al 4,8% dal 4,7% e l’indice ISM dei servizi negli Usa in uscita questa settimana. Non saranno tuttavia tali dati ad innescare la volatilità sui mercati. Chi si è fatto prendere dal panico il 24 giugno, uscendo dal mercato azionario ha subito notevoli danni rispetto a quanti invece hanno confidato in un rientro di razionalità: ancora una volta si conferma come sia importante per i risparmiatori non farsi cogliere dal panico ed evitare nel modo più assoluto strategie di investimento “fai da te” basate sul market timing. I fondamentali economici a livello globale non sono brillanti ma neppure negativi: il Pil atteso rimane ampiamente in area di crescita, seppur modesta, i rendimenti sull’obbligazionario investment grade sono sulla soglia dell’irrazionale, nonostante le aspettative di inflazione nulla per il futuro e il mercato azionario, con tutta la sua volatilità, rimane in un’ottica di lungo termine la migliore asset class su cui puntare, ben consapevoli dell’elevata volatilità che farà da padrona sul mercato”.

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