Pioneer, salta la fusione con Santander Am

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di Andrea Telara 27 Luglio 2016 | 09:27
La controllata di UniCredit non si aggregherà con la società di gestione spagnola. Ipotesi di una quotazione in borsa. Calo a Piazza Affari del titolo Fineco sui rumor di una possibile cessione da parte della casamadre.

NIENTE FUSIONE – Giornata sotto i riflettori per tutte le società del gruppo Unicredit, compresa la controllata Finecobank. Tutto è partito da una notizia certa e ufficiale: è saltata la possibile aggregazione tra Santander Asset Management e Pioneer, società del risparmio gestito che da anni è controllata proprio da Unicredit. Lo stesso gruppo oggi guidato da jean Pierre Mustier ha fatto sapere di aver interrotto le trattative con Banco Santander e Sherbrooke Acquisition (che fa capo agli operatori di private equity Warburg Pincus e General Altantic) per creare un nuovo polo internazionale dell’asset management. “Non sono state trovate soluzioni praticabili per soddisfare tutti i requisiti regolamentari necessari per completare la transazione”, ha fatto sapere UniCredit che ora lascia spazio ad altre opzioni. Prende dunque corpo l’ipotesi di una quotazione in borsa di Pioneer. La controllante UniCredit considera infatti la sua partecipazione nella società tra gli asset che sono oggetto di revisione strategica, soprattutto dopo l’insediamento del nuovo ceo del gruppo.

PICCOLA BUFERA SU FINECO – Le notizie riguardanti Pioneer hanno scatenato però i rumor su Unicredit. Sul mercato, sono circolate le voci su un possibile aumento di capitale da 5 miliardi di euro della banca  e su una eventuale cessione totale delle due controllate Bank Pekao e Finecobank. Proprio Fineco è finita sotto i riflettori, con il titolo della società che è stato sospeso per eccesso di ribasso in mattinata, per poi riaprire con un calo superiore al 3% nel pomeriggio. Il mercato ha visto con grande sfavore questa eventualità poiché Fineco ha in pancia un bel po’ di bond di Unicredit, per un totale di 12 miliardi di euro. Una eventuale vendita da parte della casamadre e l’uscita dalla galassia di Unicredit diventerebbe un impedimento a mantenere questa quantità di obbligazioni nel portafoglio, per motivi legati a un bilanciamento del rischio e al rispetto delle regole di Basilea III. Secondo Gian Luca Ferrari, analista di Mediobanca, la reazione del mercato è però eccessiva perché, anche in caso di cessione da parte di Unicredit, il problema è assolutamente gestibile per Fineco. Per questo, Mediobanca ha confermato il proprio giudizio outperform sulle azioni della banca guidata da Alessandro Foti, con un prezzo-obiettivo (target price) di 7,3 euro (contro la quotazione attuale di 5,5 euro).

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