Pataki (BNY Mellon): “La selettività rende”

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di Chiara Merico 4 Agosto 2016 | 18:13
Parla il gestore del fondo multi-asset a ritorno assoluto BNY Mellon Global Real Return Fund: “la crescita globale sta rallentando e non bisogna seguire tendenze di breve termine”.

La crescita globale sta rallentando, per questo bisogna evitare di seguire le tendenze di breve periodo e usare molta prudenza. È l’opinione di Aron Pataki, gestore responsabile del BNY Mellon Global Real Return Fund (EUR).

Qual è l’approccio di investimento del fondo che gestisce?
Il BNY Mellon Global Real Return è un fondo multi-asset a ritorno assoluto che ha conseguito rendimenti sempre positivi per ogni anno sin dal lancio nel marzo 2010. Dall’inizio del 2016 a metà luglio abbiamo messo a segno un rendimento netto del +8%. Il team di gestione non ha alcuna restrizione per quanto riguarda l’allocazione di portafoglio, che può spaziare a livello globale. Il portafoglio è composto da due parti: un nucleo centrale dedicato alla ricerca di rendimenti attraenti e uno strato protettivo per assorbire la volatilità, gli shock dei mercati e le fasi di ribasso. La componente centrale del portafoglio può comprendere azioni e obbligazioni societarie, ma anche investimenti in fondi infrastrutturali, nel settore eolico o solare, che contribuiscono a fornire rendimenti meno correlati alle tradizionali classi di attivo. La componente protettiva può comprendere titoli di Stato, oro fisico, azioni del settore aurifero, valute, titoli protetti contro l’inflazione. Di norma i singoli titoli devono essere trasparenti, liquidi e con valorizzazione giornaliera. Tra i principi fondamentali che applichiamo nella gestione del rischio c’è la capacità di garantire una comprensione chiara delle posizioni in portafogliodella logica di investimento.

Il fondo ha performato bene dopo un evento traumaticocome la Brexit. In che modo si è arrivati a questo risultato?
All’inizio del 2016 il team di gestione aveva già incrementato la componente difensiva del portafoglio anticipando uno scenario di mercato più complesso di quanto molti non ritenessero. Di conseguenza il fondo ha mantenuto un’esposizione sull’oro, sulle valute rifugio e sui future al ribasso sulle azioni Usa, senza alcuna posizione in Gran Bretagna sul settore bancario o sul comparti immobiliare residenziale. Le posizioni sull’oro e sui titoli del Tesoro Usa lungo tutta la curva dei rendimenti hanno contribuito ai rendimenti del fondo e così l’esposizione selezionata ad alcuni settori azionari come quelli dei media, del tabacco, delle farmaceutiche e delle utility. Riteniamo che il rendimento positivo del fondo da inizio anno sia stato conseguito grazie a un approccio ben disciplinato e basato sia una visione economica globale sia sull’analisi dei dati fondamentali.

Come si riesce a ottenere rendimenti reali a bassa volatilità, specie nelle attuali condizioni di mercato?
Anche se le singole esposizioni sono state leggermente modificate nel corso dell’anno il posizionamento complessivo di portafoglio è rimasto coerente con l’outlook di inizio anno. Pertanto riteniamo che il fondo possa continuare a offrire la stabilità di rendimenti registrata sinora. Siamo attenti a mantenere un approccio disciplinato alla gestione del rischio, ma questo non significa precludersi le opportunità che derivano dalle valutazioni più basse. La fase di liquidazione degli attivi più rischiosi, per esempio, ha permesso di incrementare marginalmente l’esposizione azionaria, aggiungendo posizioni su aziende in grado di cogliere trend di crescita specifici, come nel caso per esempio del settore delle auto elettriche.

Su quali mercati e asset class punterete nei prossimi mesi e perché?

Guardando al futuro, indipendentemente dal risultato del referendum in Gran Bretagna, lo scenario più ampio resta quello di un rallentamento strutturale della crescita globale. In questo contesto sarà importante operare una selezione attiva dei singoli titoli e delle singole aziende con caratteristiche tali da adattarsi allo scenario macroeconomico, anziché inseguire le opinioni di consensus e i trend di breve periodo. I rischi nascosti sui mercati sono reali e sempre più presenti a livello globale e un posizionamento azionario cauto è più che giustificato.

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