L’high yield europeo offre ottimi rendimenti

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Ecco l’opinione di Sjors Haverkamp, Head of European High Yield di NN Investment Partners.

Avatar di Redazione17 agosto 2016 | 10:48

POCO IMPATTO DA BREXIT – “A nostro avviso, contrariamente a quella che è la percezione di tanti operatori di mercato che vivono e lavorano a Londra, noi pensiamo che la Brexit probabilmente non impatterà sullo slancio positivo del mercato del credito globale, dal momento che il Regno Unito secondo noi, semplicemente, non è abbastanza importante”. Lo ha spiegato Sjors Haverkamp, Head of European High Yield di NN Investment Partners. “Ci aspettiamo inoltre un aumento determinante nelle perdite sui crediti come effetto della Brexit. Da un punto di vista macroeconomico, nei recenti dati sul lavoro negli Stati Uniti vediamo un segno della capacità di recupero dell’economia statunitense. D’altro canto, sappiamo anche che un continuo rafforzamento dei dati macroeconomici rischia di aumentare le aspettative di un rialzo dei tassi. Allo stesso tempo, riteniamo che ciò potrebbe essere letto come un segno implicito di rafforzamento dell’economia e non una minaccia per il mercato HY”.

LE VALUTAZONI OFFRONO ANCORA SUPPORTO – “Dal punto di vista delle valutazioni, siamo ancora tranquilli con l’High Yield sia in Europa che negli Stati Uniti. Le valutazioni non sono così estreme e, sia storicamente sia comparati ad altre asset class, come i bond governativi e le obbligazioni investment grade, i differenziali degli High Yield sono favorevoli. Ecco perché, senza segnali di alcun sostanziale deterioramento del credito, con uno scenario macroeconomico discreto e livelli di valutazione relativamente corretti, abbiamo una view costruttiva su questa asset class”.

RICERCA DI RENDIMENTO – “Un fattore di supporto ulteriore nel breve termine è il quadro tecnico. Sia in Europa che negli Usa, la ricerca di rendimento continua. Con l’aspettativa di limitate nuove emissioni (per via di blackout periods e delle vacanze estive), alti livelli di liquidità fra gli investitori, posizionamento prudente sui mercati (come è dimostrato dal fatto che i manager più attivi hanno sottoperformato nei primi sei mesi dell’anno), le giacenze praticamente nulle delle banche d’investimento e il mercato povero di offerta degli ultimi giorni, crediamo che per l’High Yield, nel breve termine, il quadro tecnico sarà positivo. In Europa, oltretutto, il quantitative easing della BCE è un fattore di sostegno, sia in termini dimensionali sia in termini di bond qualificati per il programma di QE. L’inserimento di obbligazioni corporate ha portato a un contesto di mercato di grande aiuto e ad un maggiore rafforzamento dei rendimenti. La scarsità di rendimenti dei bond governativi, insieme a bassi rendimenti sull’obbligazionario corporate Investment Grade, sta spingendo gli investitori verso la scelta di crediti di minor qualità per poter realizzare livelli di total return più alti. Riassumendo pensiamo che, salvo eventi esterni inaspettati, gli investitori potranno attendersi, per questa asset class, un rendimento approssimativamente del 4,5% per i prossimi dodici mesi. La nostra opinione è che questo rendimento atteso possa rappresentare un’opportunità di investimento interessante”, ha concluso l’esperto.


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