Mifid 2, anche Ethenea si fa carico dei costi di ricerca

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La società ribadisce inoltre la volontà di continuare ad avvalersi comunque delle analisi interne ed esterne

Andrea Telara di Andrea Telara22 settembre 2017 | 10:30

Ethenea ha deciso di farsi carico integralmente delle spese per la ricerca esterna indicate dalla nuova normativa Mifid 2.
“Il nostro processo di investimento di investimento si basa non soltanto su approfondite ricerche e analisi di carattere macroeconomico, che sono fondamentali per le decisioni di investimento del team di gestione e che sono condotte internamente, ma anche su ricerche esterne. Insieme, esse offrono un quadro completo per effettuare le migliori scelte di investimento. “Il nostro team di gestione continuerà a utilizzare le ricerche fondamentali interne ed esterne con lo scopo di raggiungere costantemente risultati ottimali per i clienti, e i relativi costi saranno assorbiti dalla società, nell’interesse di tutti”, ha dichiarato Thomas Herbert (nella foto), head of portfolio management di Ethenea.

La decisione è legata alla direttiva Ue sui mercati finanziari Mifid 2, che entrerà in vigore all’inizio del 2018 e ha l’obiettivo di evitare che banche e società di servizi finanziari propongano i risultati della ricerca senza indicarne i costi. Fino a oggi, gli operatori hanno spesso incluso i costi di ricerca nelle spese delle transazioni. In futuro, invece, i costi della ricerca dovranno essere indicati separatamente, in un’ottica di maggiore trasparenza. Ogni società di gestione può decidere se trasferire i costi di ricerca ai fondi o se farsene carico direttamente.


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