La Financière de l’Echiquier: attenzione ai “fenomeni” quotati su piazze poco note

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Marc Craquelin, direttore della gestione della società, cita il caso di Neuromama, un’improbabile azienda che millantava una capitalizzazione di mercato da 35 miliardi di dollari.

Chiara Merico di Chiara Merico16 settembre 2016 | 07:41

IL CASO NEUROMAMA – “Sapete quanto sono sottili i tramezzi che separano le salette esclusive nei più eleganti ristoranti di Parigi”. Comincia così La Casa Nucingen: in questo racconto breve di Honoré de Balzac quattro giornalisti cenano in uno di questi ambienti al riparo da occhi indiscreti e parlano della folgorante ascesa di Rastignac. In questa fase del racconto, Rastignac è già l’amante della baronessa Nucingen, conduce una vita molto agiata ed è già abbastanza introdotto in borsa. I quattro amici si interrogano: “Ma da dove ha ricavato la sua fortuna, chiese Couture (…) L’ha ereditata, rispose Finot. Da chi?, disse Blondet. Da degli stolti che ha incontrato”, riprese Couture. Pur non conoscendo necessariamente questo racconto di Balzac, i fondatori della società Neuromama hanno splendidamente declinato il metodo impiegato da Rastignac per fare fortuna, spiega Marc Craquelin, direttore dell’asset management di La Financière de l’Echiquier. Infatti, prima che la Sec ne sospendesse la quotazione, la capitalizzazione di questa improbabile società – che non pubblicava un bilancio dal 2013 e che comunicava su eclettiche attività che andavano dall’audiovisivo alle piattaforme di distribuzione passando per il nucleare – si elevava a 35 miliardi di dollari, al pari di Tesla o Estée Lauder… L’universo tecnologico ci ha abituati a queste formidabili success story che hanno permesso eccezionali creazioni di valore in tempi rapidissimi. Come WhatsApp, che valeva 20 miliardi di dollari 5 anni dopo la costituzione. Un’ispirazione per i fondatori di Neuromama, che hanno quindi registrato sin da subito la loro società su una piattaforma borsistica chiamata Nasdaq OTC Board Bulletin. Il nome ricorda il prestigioso mercato del Nasdaq, ma il funzionamento se ne discosta assai: alle società quotate su questa piazza non è imposto alcun controllo. Rimaneva soltanto il sogno da vendere, che infatti faceva bella mostra di sé nella home page di Neuromama con l’orgoglioso proclama: “We have dreams… I have dreams for our children”.

TRUFFE FINANZIARIE – Neuromama finirà per incrementare la nutrita serie delle truffe finanziarie. Truffe che iniziano con l’immissione sul mercato di “penny stock” quotati su piazze più o meno esotiche e spinti da poco scrupolosi intermediari finanziari. Gli acquisti sospingono il titolo al rialzo, nuovi arrivati continuano a sottoscriverlo e occorrono diversi anni prima che si scoprano gli altarini: la star di borsa si rivela allora semplicemente una società fantasma senza attività reale. Nel caso di Neuromama, l’entità della manipolazione borsistica si configura comunque eccezionale: una capitalizzazione “virtuale” di 35 miliardi di dollari per un brutto racconto di Natale! Il dato avvalora la contemporaneità delle osservazioni di Balzac: non ci sono oggi meno stolti che nel XIX secolo, e internet permette di raggrupparli più rapidamente. Per ritornare a considerazioni borsistiche, ci si potrà stupire che, mentre la normativa diventa ogni giorno più vincolante per le nostre attività in nome della tutela degli investitori privati, coesistano ancora universi molto (troppo?) regolamentati e piazze che, se passate ai raggi X, assomigliano a un ginepraio… I nostri semplici principi rimarranno sempre validi indipendentemente dagli eventuali adeguamenti normativi: limitarsi alle grandi piazze borsistiche, visitare le aziende nelle quali intendiamo investire e mantenere quel minimo di paranoia indispensabile per qualsiasi investitore accorto, conclude Craquelin.


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