Allianz GI: il voto austriaco rafforza l’ondata populista in Europa

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Chiara Merico di Chiara Merico 17 Ottobre 2017 | 15:35
Lo spostamento a destra dell’Austria riflette una tendenza da oramai lungo periodo affermatasi in Europa: la continua crescita del populismo e la sfida che esso pone all’Unione Europea.

RISULTATI ATTESI – Le elezioni nazionali del 15 ottobre in Austria non hanno avuto risultati marcatamente sorprendenti, commenta Allianz Global Investors. Il 31enne Sebastian Kurz, leader del Partito Popolare, sta per diventare il cancelliere austriaco – e il più giovane leader europeo – forte di un consenso di circa il 31% dei voti. Questo risultato lo pone in una posizione molto solida per formare un governo di coalizione. Dall’altra parte, registriamo il successo raggiunto dal partito liberale di destra, probabile partner di coalizione di Kurz, che ha ottenuto più di un quarto dei voti.

SPOSTAMENTO A DESTRA – Se il risultato è chiaramente di interesse per l’elettorato austriaco, non dovrebbe invece avere nel breve termine un rilevante impatto sui mercati finanziari globali. Il risultato tuttavia rappresenta uno spostamento politico a destra dell’Austria – da sempre considerata una nazione a sostegno del progetto europeo. Questo riflette una tendenza da oramai lungo periodo affermatasi in Europa: la continua crescita del populismo e la sfida che esso pone all’Unione Europea. Mentre il ciclo di elezioni del 2017 ha registrato qualche sconfitta per i populisti – innanzitutto la vittoria di Emmanuel Macron in Francia – il movimento populista tedesco Alternativa per la Germania si è rivelato molto forte nelle recenti elezioni parlamentari del paese. Anche la spinta della Catalogna verso l’indipendenza dalla Spagna è inoltre un’altra prova del sentimento populista. Con il supporto dei votanti austriaci ai partiti di stampo populista, il punto cruciale è se gli ultimi risultati daranno luogo a movimenti simili in altre parti d’Europa. Traducendosi in progetti politici e quindi potenzialmente influenzando la crescita e l’andamento dei mercati finanziari, questo diverrebbe rilevante per gli investitori: la chiusura dei confini può infatti danneggiare lo sviluppo economico ed il protezionismo può determinare un aumento dell’inflazione. Altri fattori – in particolare i livelli di valutazione e i trend di crescita strutturale – rimangono fattori critici per gli investitori di lungo termine, e la buona notizia è che i portafogli possono essere adeguati sulla base dello sviluppo di queste tendenze. Inoltre, gli investitori attivi saranno in una posizione migliore per valutare i possibili rischi nascenti legati al populismo.

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