Montrucchio (Schroders): “Perché i cf hanno bisogno dei portafogli multi-asset”

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A Londra Blureating.com ha intervistato il gestore italiano che cura le strategie di diversi fondi del gruppo di asset management britannico

Andrea Telara di Andrea Telara17 novembre 2017 | 13:28

Materie prime, hedge fund, fondi di private equity e varie strategie di investimento alternative. E’ assai ampio lo spettro delle classi di investimento che possono entrare nel portafoglio dei fondi multi-asset, una categoria di prodotti che si sta ritagliando sempre maggiore spazio nell’industria mondiale dell-asset management e anche nell’offerta della casa di gestione britannica Schroders, che ieri e oggi ha radunato a Londra decine di giornalisti provenienti da tutto il mondo per l’edizione 2017 della sua International Media Conference. “Circa 10 anni fa, soltanto il 5% delle masse gestite dal nostro gruppo era destinata a questa categoria di prdotti, oggi siamo attorno al 25%”, dice Ugo Montrucchio (nella foto), 44 anni, ex- gestore di BlackRock e da 4 anni in forze a Schroders, dove cura le strategie di alcuni fondi multi-asset.

Dunque, Dottor Montrucchio, i fondi multi-asset stanno diventando i prodotti di punta per l’industria del risparmio gestito mondiale…
Diciamo che sono strumenti in grande crescita e che incontrano il favore degli investitori un po’ in tutto il mondo. Anche sui mercati asiatici sono molto richiesti.

Perche’ questo successo?
Da tempo c’e’ tra gli investitori la consepevolezza che e’ bene andare oltre le tradizionali asset class dell’azionario e dell’obbligazionario per costruire un portafoglio ben diversificato e che offre buone opportunita’ di rendimento, ma con minore volatilita’ rispetto a quella che avrebbe un fondo investito soltanto nell’equity.

Non c’e’ il rischio di posizionarsi sul strumenti finanziari poco liquidi?
E’ una domanda giustissima. Infatti la liquidita’ e’ uno dei fattori piu’ importanti di cui teniamo conto. I portafogli che gestisco sono costruiti in modo tale che, anche in condizioni di forte stress dei mercati, piu’ del 90% degli asset e’ liquidabile in qualsiasi momento.

Come ci riuscite?
Facciamo sempre uso di strumenti conformi alla normativa Ucits (cioe’ che hanno una valorizzazione giornaliera sul mercato n.d.r). Va ricordato, pero’, che la maggior parte dei nostri portafogli sono investiti direttamente sul mercato.

Che significa?
Vuol dire che sviluppiamo al nostro interno tutte le strategie di investimento. Raramente utilizziamo strumenti finanziari prodotti da terzi come per esempio altri fondi, se non quando riteniamo che, su certi mercati e determinate asset class, sia meglio far ricorso a particolari competenze esterne.

Per quale ragione un consulente finanziario dovrebbe far ricorso a un fondo multi-asset per costruire il portafoglio di un cliente?
A prima vista, un financial advisor potrebbe pensare che l’utilizzo di un prodotto multi-asset faccia venire meno l’importanza del suo lavoro, che consiste anche nel selezionare le asset class su cui posizionare i portafogli della clientela. Invece e’ vero il contrario.

In che senso?
Intendo dire che, facendo ricorso a un prodotto di questo tipo, un consulente puo’ costruire con piu’ facilita’ la parte core del portafoglio del cliente, evitando di dover selezionare da solo le varie asset class, soprattutto quelle piu’ difficili da conoscere o che richiedono un’intensa attivita di analisi, dispendiosa tempo. Partendo da questa base e avendo gia’ strutturato una asset allocation diversificata, lo stesso consulente puo’ poi aggiungere qualche altra componente al portafoglio, sulla base delle specifiche esigenze della clientela


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