NN Ip: azionario, nel 2018 puntare sui settori ciclici

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La Fed inizierà a ridurre i propri attivi ad un ritmo più rapido e aumenterà i tassi d’interesse di almeno due, probabilmente tre volte. La Banca Centrale Europea ridurrà i suoi acquisti mensili di bond della metà a partire da gennaio.

Chiara Merico di Chiara Merico6 dicembre 2017 | 11:23

RENDIMENTI ATTESI IN AUMENTO – Nei prossimi 12 mesi è probabile che i rendimenti dei titoli di Stato negli Stati Uniti e nell’Eurozona aumenteranno piuttosto che calare, spiega Patrick Moonen, principal strategist multi asset di NN Investment Partners. La politica monetaria raggiungerà il suo punto di massimo allentamento. La Fed inizierà a ridurre i propri attivi ad un ritmo più rapido e aumenterà i tassi d’interesse di almeno due, probabilmente tre volte. La Banca Centrale Europea ridurrà i suoi acquisti mensili di bond della metà a partire da gennaio. In combinazione con dati macroeconomici solidi e con un ristagno dell’inflazione, ciò potrebbe spostare le previsioni verso rendimenti più elevati. Per le azioni, il campo di gioco si inclinerà a favore dei settori ciclici. Il probabile aumento dei rendimenti obbligazionari nel prossimo anno potrebbe avere un impatto significativo sull’andamento dei diversi settori del mercato azionario. Alcuni settori, come quello finanziario, sono positivamente correlati ai rendimenti obbligazionari, mentre le utilities e gli altri “proxy obbligazionari” sono correlati negativamente. Il continuo rafforzamento del quadro macroeconomico per il 2018 lascia prevedere prospettive generalmente migliori per i settori ciclici dell’equity rispetto a quelli difensivi. Mentre i ciclici non scambiano più a prezzi convenienti rispetto agli stock difensivi, le stime degli utili indicano che essi saranno i principali fattori trainanti della crescita dei profitti del prossimo anno, con i maggiori contributi che arriveranno da finanza, tecnologia ed energia.

DIVIDENDI SICURI DALL’ENERGIA – Ai prezzi attuali il settore energetico è redditizio e i dividendi sembrano sicuri. L’equilibrio tra domanda e offerta è sostenuto dalla diffusa ripresa economica e dai probabili vincoli di approvvigionamento, soprattutto dopo l’accordo della scorsa settimana tra i paesi produttori di petrolio per prorogare i loro limiti di produzione fino alla fine del 2018. Anche il settore dei materiali, in cui l’industria chimica svolge un ruolo importante, beneficia dell’aumento dei prezzi del petrolio. I nostri settori preferiti per il 2018 sono: finanza, industria, tecnologia, energia e materiali. Siamo cauti nei confronti delle utility, delle telecomunicazioni e dei beni di consumo, i cui profitti probabilmente cresceranno a un ritmo modesto e a bassa cifra. Riteniamo che questi settori possano ottenere buoni risultati solo in periodi di maggiore avversione al rischio o di indebolimento dei dati macro. Il prossimo anno includerà sicuramente periodi di questo tipo, che richiederanno flessibilità nella nostra allocazione, ma per l’anno crediamo che nel complesso sia giustificato un posizionamento a favore dei ciclici, conclude Moonen.


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