Comgest: i venti di ripresa in Europa arrivano anche Oltremanica

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di Chiara Merico 11 Dicembre 2017 | 15:18

INDEBOLIMENTO DELL’EURO – L’estensione del QE da parte della BCE, anche se a un ritmo inferiore, ha aperto le porte ad un gradito indebolimento della moneta unica (che veniva da una solida corsa da metà dell’anno), spiega Franz Weis, gestore del Comgest Growth Europe Opportunities. In direzione opposta si è mossa la BoE, che ha rivisto al rialzo i tassi per la prima volta dopo 10 anni per favorire l’inflazione in seguito all’indebolimento della sterlina. La decisione è stata accolta in maniera eterogenea dagli investitori che temono l’impatto che potrebbe esserci in un contesto già debole dopo il voto post-Brexit. L’indice PMI e i dati sulla produzione industriale confermano i trend in essere: l’Europa sta migliorando (soprattutto la Francia) mentre il Regno Unito continua a trovarsi in una situazione migliore rispetto a quanto si temeva (nonostante i progressi in tema di negoziazioni legate a Brexit vadano avanti senza slancio).

SOCIETA’ SOLIDE – La stagione delle trimestrali sta confermando una robusta dinamica di alcune società cui guardiamo con fiducia da tempo. Wirecard ha aumentato le vendite nel terzo trimestre dell’anno del 52% con una crescita degli utili di 34 punti percentuale. Di certo un contributo è venuto dalle acquisizioni, ma c’è stata anche un’ulteriore accelerazione della crescita organica. La società ha rivisto al rialzo le stime per l’anno in corso per ben due volte. Buoni risultati anche quelli di Temenos, con entrate e utili operativi entrambi cresciuti del 16%. Tuttavia lo snodo davvero positivo è stato l’annuncio di una significativa vendita di una licenza a Openbank, la sussidiaria digitale attiva a livello globale di Santander Bank. Performance più debole invece è quella registrata, di recente, da ASOS e Genmab. La prima, a fronte di un forte volume di vendite (+34%), ha registrato una reazione negativa del proprio prezzo azionario ad un rallentamento della crescita nel corso del trimestre, dato che la direzione ha deciso di massimizzare il prezzo pieno in Europa rispetto al mercato altamente promozionale del Regno Unito. Date le forti prospettive di crescita nel 2018, che si attestano intorno al 25%-30%, riteniamo che la debolezza del prezzo azionario possa rappresentare un’opportunità. Genmab non ha ancora pubblicato i propri risultati trimestrali, ma i dati del terzo trimestre di Johnson & Johnson’s – partner commerciale della società – hanno rivelato che le vendite di Darzalex, prodotto di punta di Genmab, sono state al di sotto delle alte aspettative di mercato. Dal nostro punto di vista, rimaniamo ottimisti sul potenziale di vendita di lungo termine di Darzalex, che include un ampio ventaglio di indicazioni per antitumorali.

 

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