Gam: gli eventi da monitorare nel 2018

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di Chiara Merico 5 Gennaio 2018 | 15:16
Una carrellata dei principali eventi che, in differenti asset class ed aree geografiche, potranno impattare sui mercati nel corso del 2018, a cura di GAM.

Ecco una carrellata dei principali eventi che, in differenti asset class ed aree geografiche, potranno impattare sui mercati nel corso del 2018, a cura di GAM.

L’AUMENTO DELL’INFLAZIONE – Uno sviluppo chiave cui prestare attenzione nel corso del 2018 è il potenziale aumento del tasso di inflazione, spiega Larry Hatheway, capo economista. È un aspetto che conta molto soprattutto perché praticamente inatteso dai mercati, anche se sembra probabile dal punto di vista delle condizioni macroeconomiche. Si tratta di un aspetto di grande rilevo anche perché un’inflazione inattesa porterà a evidenti battute d’arresto tanto sui mercati obbligazionari quanto su quelli azionari, con significative scosse di assestamento in quasi tutte le asset class. Pregiudicherebbe l’efficacia dei classici portafogli bilanciati, ma, potenzialmente, potrebbe sostenere i portafogli multi-asset e multy-strategy che possono posizionarsi short (ad esempio i target return).

LE BANCHE CENTRALI CAMBIANO INDIRIZZO – L’aspetto positivo è che i percorsi divergenti di crescita economica e le politiche dei banchieri centrali è probabile creino opportunità nell’ambito degli investimenti obbligazionari nel corso del 2018, sottolinea Tim Haywood, responsabile delle strategie obbligazionarie Absolute Return. In un contesto caratterizzato dal rialzo dei tassi di interesse e dei rendimenti obbligazionari – aspetti accompagnati da spread contenuti – riteniamo, dal nostro punto di vista, che gli investitori adotteranno un atteggiamento più prudente in termini di tipologia di rischio di credito concentrandosi maggiormente sui fondamentali propri di ogni singola società, come non avevano mai fatto dall’inizio della fase di tassi estremamente bassi. Dato che il rialzo della marea porta verso l’alto tutte le barche, la solida domanda di credito societario ha condotto a solide performance ed al restringimento degli spread tanto tra emittenti di alta quanto di bassa qualità. Pensiamo che questo trend sia destinato a cambiare nel prossimo futuro e, mentre riteniamo che il valore possa essere ancora estratto da tale segmento del mercato obbligazionario, la chiave rimarrà unire la ricerca fondamentale di vecchia scuola con tecniche di investimento più moderne come long/short e relative value.

IL RITORNO A UNA VOLATILITA’ “NORMALE – Abbiamo assistito a livelli di volatilità molto bassi su tutti i mercati azionari nel corso degli ultimi 12 mesi, con gli investitori impassibili dinanzi ad eventi globali che avevano causato precedentemente fasi di volatilità di breve termine oppure movimenti di rotazione sui mercati azionari, rimarca Niall Gallagher, responsabile delle strategie azionarie europee. La continua espansione del bilancio della BCE ha senza dubbio avuto un effetto di bilanciamento, ma ha anche portato a valutazioni estese in alcune aree del mercato considerate dei “porti sicuri”. Anche gli investitori hanno seguito tale trend, riscontrato da flussi netti positivi in quei veicoli di investimento low-volatility o short-volatility. Ci chiediamo dunque cosa potrebbe innescare il ritorno a livelli di volatilità normali, ma è difficile formulare una risposta certa. Di certo l’imminente distensione del bilancio della FED sembrerebbe rappresentare un test reale, soprattutto per quei segmenti azionari definiti bond-proxy.

 

LA RIFORMA FISCALE AMERICANA –  La riforma fiscale statunitense potrebbe essere un evento chiave cui prestare attenzione nel corso del 2018 per il mercato M&A e per quello azionario in generale, ricorda Roberto Bottoli, responsabile delle strategie Merger Arbitrage. Se la riforma dovesse avere successo, ci potremmo aspettare un incremento nelle attività di acquisizioni e fusioni, che potrebbe essere implementata con le ulteriori risorse rese disponibili dal risparmio in termini di tasse e dal possibile rimpatrio dei capitali. La riforma stessa, tuttavia, propone anche un limite alla deducibilità delle spese per interessi, aspetto che potrebbe ridurre il ricorso al debito e rendere non economicamente convenienti certi buyout a leva – operazioni tipiche delle società di private equity – limitando di conseguenza questa tipologia di transazioni.

 

LE NEGOZIAZIONI DEL NAFTA – A inizio 2018 è probabile avremo più informazioni sui progressi delle negoziazioni relative al NAFTA e, intuibilmente, un’idea più chiara dell’indirizzo degli Stati Uniti nei confronti del commercio globale, fa sapere  Paul McNamara, direttore degli investimenti per le strategie emerging markets. L’esito di tali negoziazioni potrebbe avere un impatto significativo per i mercati Emergenti in generale, in particolare per il Messico. L’intonazione protezionista di Trump continua ad essere un rischio significativo per la crescita degli Emergenti e una qualsiasi virata verso maggiori dazi avrebbe conseguenze materiali sulle valute di tali mercati. Allo stesso tempo, le elezioni in Messico, il cammino delle riforme e le consultazioni elettorali in Brasile, la politica interna dei partiti in Sud Africa e gli sviluppi in Turchia potrebbero essere tutte concause di un aumento della volatilità dei rendimenti dei mercati emergenti.

 

LA TEMPESTA ARRIVA PRIMA DELL’URAGANO –  Nel 2018 ci aspettiamo un incremento del 10% dei rendimenti ponderati per il rischio nel segmento dei cat bond e in quello delle ILS (insurance-linked securities), prevede John Seo, responsabile delle strategie insurance-linked securities e co-fondatore della Fermat Capital Management, LLC. Nel 2017 i rendimenti attivi hanno aiutati a bilanciare le perdite e fornire un rendimento netto positivo, nonostante una serie di perdite guidate dagli uragani Harvey, Irma e Maria (HIM). Il mercato delle ILS non ha aderito completamente ad alcuni fondamentali, che derivano dal fatto che le perdite derivanti da HIM, perdite sostanziali, si attesteranno approssimativamente intorno ai 60 miliardi di dollari, 40 in meno rispetto alla previsione più condivisa. Ci aspettiamo anche che nel 2018 le assicurazioni legate ai cat-bond superino ogni precedente record con un apporto di circa 12 miliardi di dollari sul mercato.

 

 

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