Consultinvest: gli investimenti socialmente responsabili, moda o cambiamento strutturale?

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C’è un forte interesse commerciale e una maggiore attenzione da parte degli investitori su questi temi.

Chiara Merico di Chiara Merico28 febbraio 2018 | 09:27

PRODOTTI AD HOC – Nell’ultimo anno moltissime società di gestione hanno lanciato prodotti specializzati (denominati spesso Socially Responsible Investments – Sri – o Esg) oppure hanno promosso una importante comunicazione commerciale sul tema degli investimenti responsabili, spiega una nota di Consultinvest. Nello stesso tempo molte società quotate hanno evidenziato nei propri bilanci queste tematiche. E’ quindi chiaro che c’è un forte interesse commerciale e una maggiore attenzione da parte degli investitori su questi temi.  Il fenomeno è maggiormente evidente in alcune aree geografiche (ad esempio il Nord Europa) o per alcune categorie di investitori (ad esempio alcuni fondi pensione, alcuni fondi sovrani, oppure le fondazioni), ma anche in Italia si sta cominciando a vedere una maggiore offerta, anche da parte delle reti di promozione finanziaria con prodotti o soluzioni specifiche. Prima di altre considerazioni è necessario fare una premessa. Gli investimenti Sri non vanno confusi con gli investimenti etici, anche se in molti casi possono coincidere. Gli investimenti etici in genere sono definiti per esclusione, ovvero non consentono l’investimento in società che ad esempio producono armi,  vendono alcolici, oppure sono nel settore del gioco d’azzardo. Specialmente nel mondo anglosassone non sono una novità, in quanto da molto tempo i mandati di gestione istituzionali prevedono la possibilità per l’investitore di escludere titoli o categorie di titoli a lui non graditi o non coerenti con i propri principi etici o istituzionali.

ANALISI SULLE SOCIETA’ – Gli investimenti Sri, invece, in generale prevedono l’analisi di come le società affrontano le tematiche di responsabilità sociale applicate all’ambiente, alla governance aziendale e al rispetto di tutti i soggetti coinvolti nella società (stakeholders, ad esempio evitando lo sfruttamento del lavoro minorile). Solitamente le società di gestione o le società specializzate nel fare queste valutazioni analizzano i vari segmenti di attività aziendale, assegnano un punteggio ad ognuno degli elementi di valutazione, pesano i giudizi per l’importanza delle varie divisioni e arrivano ad assegnare un punteggio complessivo, analogamente a quanto fanno le società che valutano il rating creditizio. In caso poi di “incidenti” quali ad esempio un danno per inquinamento, il coinvolgimento in tangenti, oppure uno scandalo per discriminazione, la società viene esclusa dai potenziali investimenti. E’ importante evidenziare che ogni società di gestione o agenzia specializzata nel rating o fornitore di indici adotta dei criteri simili, ma non necessariamente uguali. E’ quindi possibile che una società che risulta adeguata per una società non lo sia per un’altra. In altre parole la definizione di SRI o della soglia oltre la quale una società sia considerata SRI non sono uniformi, né consolidate nella pratica, a differenza di quanto avviene nel merito di credito, dove è accettato da tutti che un rating inferiore a BBB- è considerato non investment grade. E’ anche curioso, ma accade nella pratica, che società presenti in un fondo tematico orientato all’ambiente, come ad esempio i fondi sull’uso responsabile di acqua o sul controllo delle emissioni, siano investiti in società che non hanno un rating SRI elevato o anche che nel loro complesso non abbiano un rating SRI superiore alla media.

I TITOLI – Tutto questo è facilmente applicabile ai mercati azionari e al credito societario. Nel caso dei titoli di stato, nonostante ci siano dei prodotti che si dichiarano SRI, in realtà si tratta di un misto di investimenti etici e di qualche criterio SRI (molto poco uniforme tra i gestori), in quanto molte valutazioni spiegate in precedenza non sono applicabili a uno stato. Ad esempio vengono esclusi gli stati in cui è ancora in vigore la pena di morte, oppure quelli in cui non è garantita la parità di genere, oppure quelli con scarsa attenzione all’ambiente. Infine al momento non si è visto ancora nulla sui derivati o sugli intermediari con cui i fondi eseguono le operazioni. In altre parole un fondo SRI potrebbe eseguire delle operazioni con un intermediario che non risponde ai requisiti SRI, perché ad esempio, fornisce finanziamenti a società che producono armi. In questo caso ci potrebbero essere dei conflitti con la norma di legge sulla best execution, ma è comunque un aspetto da considerare per gli investitori particolarmente sensibili a questo tema. Le società di gestione in generale hanno adottato tre approcci su questo tema. Alcune si sono rivolte a società specializzate nell’attribuire un rating etico alle società quotate e investono solo in quelle che soddisfano i propri criteri di valutazione (finanziari e di prezzo) e che contemporaneamente hanno un rating superiore a un certo livello. Altre società di gestione hanno integrato nel proprio processo di investimento i criteri ESG e, di fatto, hanno reso tutte le proprie soluzioni di investimento SRI. Altre ancora hanno mantenuto il proprio processo di investimento tradizionale, ma nella reportistica hanno cominciato a inserire il rating SRI medio dei propri fondi fatto da società specializzate oppure a indicare l’impatto sulle emissioni di CO2 (“carbon footprint”) che altre società specializzate forniscono. In parallelo a tutto questo molte società di gestione nell’ultimo anno hanno lanciato prodotti tematici legati al rispetto dell’ambiente o ai consumi responsabili oppure hanno lanciato una gamma di fondi Sri in parallelo ai propri fondi tradizionali. Questo per evidenziare che l’argomento, per quanto sempre più rilevante nella opinione degli investitori, non è ancora consolidato nelle definizioni e nella pratica. Sarà necessario ancora un certo periodo di tempo perché si formi un consenso sulle definizioni e sulle metodologie. Gli investitori inizialmente dovranno svolgere gli approfondimenti necessari, in proprio o insieme al loro consulente o intermediario di fiducia, per capire se gli investimenti Sri sono coerenti con i propri valori e con i propri obiettivi di investimento. In seguito, come sempre, non dovranno limitarsi al nome del prodotto o della soluzione di investimento, ma dovranno verificare se e quanto il prodotto risponde ai criteri di un investimento Sri.


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