Geldard (Jupiter Am): “Crescita solida, ma attenti ai rischi”

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di Chiara Merico 28 Marzo 2018 | 11:02
Secondo l’esperto l’economia reale dovrebbe mantenersi stabile, ma i rischi permangono e sono relativi soprattutto alla finanza.

ECONOMIA STABILE – L’economia reale dovrebbe mantenersi stabile, ma i rischi permangono e sono relativi soprattutto alla finanza. Sono queste alcune delle prospettive per i prossimi mesi sui mercati secondo Miles Geldard, senior adviser di Jupiter Asset Management, che ieri ha incontrato la stampa finanziaria a Milano.  Secondo l’esperto, “la crescita economica è sana e solida a livello globale: nelle principali economie non è presente né un’inflazione elevata né tantomeno deflazione, anche se l’inflazione sta crescendo moderatamente”. Tuttavia, “nei Paesi anglosassoni il debito dei consumatori è a livelli elevati: molta gente – ha precisato Geldard – prende denaro in prestito per poter mantenere uno stile di vita al di sopra delle proprie possibilità”. A caratterizzare il quadro, ha aggiunto l’esperto, “ci sono cambiamenti politici, come la crescita dei movimenti anti austerity, uno squilibrio dei rapporti tra lavoro e capitale, che vede quest’ultimo guadagnare terreno, e le tensioni legate ai fenomeni dell’immigrazione e della globalizzazione”. In questo contesto, “le banche centrali dei Paesi occidentali stanno dando il via, sia pure molto gradualmente, a una normalizzazione della politica monetaria. I mercati finanziari hanno beneficiato delle massicce iniezioni di liquidità, ma i tassi di interesse, attualmente a un livello troppo basso, e gli alti livelli di debito possono creare una potenziale situazione di instabilità”.

RISCHI DI DISRUPTION – In generale, ha sottolineato Geldard, “l’economia reale appare stabile, un cambiamento importante nel ciclo economico è improbabile, a meno di shock esterni. Ci sono però molte potenziali fonti di instabilità a livello globale, inclusi i recenti cambiamenti a livello politico e demografico”. Il senior adviser ha poi ribadito: “I troppi anni di interventismo delle banche centrali sul fronte delle politiche monetarie hanno creato un equilibrio artificiale. I cambiamenti strutturali che avverranno su questo tema, anche se in maniera graduale, cambieranno le dinamiche di mercato. Al momento i premi al rischio sono troppo bassi, in un contesto caratterizzato da alti livelli di debito. La crescita dell’indebitamento e di alcuni prodotti finanziari ha aumentato i rischi di disruption sui mercati”.

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