Bufera sulle polizze in banca

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Demozzi (Sna): “Con l’approvazione della direttiva europea Idd la pratica viene nuovamente sdoganata”.

Chiara Merico di Chiara Merico18 aprile 2018 | 09:10

LA PROTESTA – Infuria la protesta nel mondo degli agenti assicurativi, rappresentato dal sindacato nazionale Sna, per la vicenda delle polizze vita, in particolare index linked, vendute agli sportelli bancari. Migliaia di consumatori hanno avviato procedimenti in tribunale per le perdite subite, che in alcuni casi sarebbero pari a quasi la metà del capitale investito. La pratica della vendita delle polizze presso i cosiddetti canali alternativi, cioè gli sportelli di banche e poste, per il presidente di Sna Claudio Demozzi (nella foto) rappresenta un danno alla categoria degli agenti assicurativi.

L’INDAGINE – “Un paio di anni fa c’è stata anche un’indagine Ivass, che si è conclusa con parecchi rilievi e una lettera al mercato con una posizione molto critica sulla vendita di queste polizze, quasi sempre legate ai mutui”, ha spiegato Demozzi a BLUERATING. “Tanto che il legislatore ha poi vietato la vendita di questi prodotti in abbinamento ai mutui. Vendita che avveniva spesso con modalità illegittime: si obbligavano infatti i richiedenti il mutuo a sottoscrivere ì polizze di valore esorbitante, a volte pari anche al 30% del mutuo: per esempio, una polizza da 30mila euro a fronte di un mutuo da 100mila. In molti casi poi i clienti non avevano possibilità di uscire anticipatamente dalla polizza, né gli veniva rimborsata la quota in caso di estinzione anticipata del mutuo”.

DIVIETO AGGIRATO – E, fatta la legge, trovato l’inganno: secondo Demozzi, molti istituti “hanno continuato ad aggirare il divieto facendo risultare la vendita della polizza non collegata al mutuo. Di fatto però i clienti erano obbligati a sottoscriverle”. Per il presidente di Sna “il vero problema è proprio la vendita di questi prodotti agli sportelli bancari e postali. Se un cliente entra in un’agenzia assicurativa sa cosa sta comprando, come quando entra in un negozio di calzature e comprerà le scarpe. Se un cliente va in banca per chiedere un mutuo non si attende di uscirne con una polizza vita”. La questione riguarda quasi tutti gli istituti di credito, specie i più grandi che ora, come sottolinea Demozzi, “hanno in mente di puntare sempre più sulla vendita di prodotti assicurativi, come ha annunciato di recente Intesa Sanpaolo”.

UN PROBLEMA NORMATIVO – Alla base c’è anche un problema normativo. “Con l’approvazione della direttiva europea Idd (Insurance Distribution Directive, n.d.r.) si fa un passo indietro: in questo modo cadono di fatto i divieti imposti dal legislatore italiano e si sdogana nuovamente la vendita dei prodotti assicurativi presso le banche”, spiega Demozzi. “C’è bisogno di nuovo di un intervento legislativo: l’esecutivo Gentiloni ha però ‘dimenticato’, nell’atto di governo 516 (il decreto legislativo che recepisce la direttiva, n.d.r.), di inserire questa maggior tutela per i consumatori, facendo un grande favore alle banche”. Il testo del decreto giace presso le commissioni parlamentari e, in assenza di parere, dovrebbe essere stato approvato senza modifiche il 2 aprile: al momento non si conosce ancora l’esito della vicenda. Sna continua a chiedere con forza che la legge italiana torni a vietare questa pratica.


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