Bottillo (Natixis IM):”Perché la gestione attiva piace agli investitori”

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I risultati della ricerca che ha coinvolto 500 esponenti della comunità finanziaria internazionale

Andrea Telara di Andrea Telara2 maggio 2018 | 09:31

Nel primo trimestre dell’anno, soprattutto agli inizi di febbraio,
i mercati finanziari sono tornati a essere un po’ ballerini.
Ma gli investitori istituzionali fortunatamente non si sono
fatti cogliere di sorpresa perché avevano aggiustato da tempo i loro portafogli. È quanto emerge da un’indagine condotta da Natixis Investment Managers che ha intervistato ben 500 esponenti della comunità finanziaria tra gestori di fondi pensione privati
e pubblici, fondazioni, fondi assicurativi e fondi sovrani di quasi tutti e 5 i continenti, dall’Asia agliStati Uniti, passando per l’Europa e il Medio Oriente.

ASSET ALLOCATION OPPORTUNISTICA – La ricerca è stata effettuata dal Natixis Center for Investor Insight, struttura che è nata per analizzare i trend dell’industria finanziaria a livello globale. Dall’ultima rilevazione è emerso appunto che ben il 68% degli investitori istituzionali aveva anticipato il ritorno della volatilità sui mercati azionari che si è manifestata nella prima fase del 2018. Ora gli investitori istituzionali stanno cercando di approfittare della situazione con delle asset allocation opportunistiche, con una gestione attiva del portafoglio e con il ricorso agli investimenti alternativi.

MITIGARE IL RISCHIO – “Il ritorno improvviso della volatilità sul mercato è un buon promemoria dell’importanza di adottare un approccio coerente alla diversificazione del portafoglio”, dice Antonio Bottillo (nella foto), managing director di Natixis Investment Managers Italia. “Gli investitori istituzionali si rivolgono sempre più spesso
a gestori attivi e a strumenti alternativi per mitigare il rischio”. In particolare, secondo l’indagine del Natixis Center for Investor Insight, per diversificare il portafoglio gli investitori istituzionali considerano più comunemente come soluzioni possibili le strategie macro globali (sono indicate dal 47% degli intervistati, n.d.r.), le materie prime (41%) e gli investimenti in infrastrutture (40%).

ALTERNATIVE AI BOND – Per sostituire l’esposizione obbligazionaria, alla luce del prossimo rialzo dei tassi d’interesse, la maggioranza degli istituzionali considera come alternativa l’investimento nel private debt (55%degli intervistati). Per la copertura dall’inflazione invece gli investitori istituzionali si orientano per lo più sulle materie prime (56%) o gli immobili (46%). Oltre sette intervistati su dieci (72%) citano il private equity come scelta migliore tra gli strumenti alternativi per generare un extra rendimento, mentre i futures (46%) e gli investimenti azionari hedged (45%) sono ritenuti le soluzioni migliori per gestire la volatilità.

VANTAGGI SULLE STRATEGIE PASSIVE – “Gli investitori istituzionali hanno segnalato un graduale passaggio verso le strategie attive”, continua Bottillo che aggiunge: “Anche le argomentazioni tradizionali legate ai costi inferiori dei prodotti passivi sono oggi messe in discussione, poiché si guarda a due aspetti importanti della gestione attiva: il valore che può generare nel lungo termine e la possibilità che offre di accedere a un numero maggiore di asset class” . “Gli investitori istituzionali si rivolgono sempre più spesso
a gestori attivi e a strumenti alternativi per mitigare il rischio”. In particolare, secondo l’indagine del Natixis Center for Investor Insight, per diversificare il portafoglio gli investitori istituzionali considerano più comunemente come soluzioni possibili le strategie macro globali (sono indicate dal 47% degli intervistati, n.d.r.), le materie prime (41%) e gli investimenti in infrastrutture (40%).

ALTERNATIVE AI BOND – Per sostituire l’esposizione obbligazionaria, alla luce del prossimo rialzo dei tassi d’interesse, la maggioranza degli istituzionali considera come alternativa l’investimento nel private debt (55%degli intervistati). Per la copertura dall’inflazione invece gli investitori istituzionali si orientano per lo più sulle materie prime (56%) o gli immobili (46%). Oltre sette intervistati su dieci (72%) citano il private equity come scelta migliore tra gli strumenti alternativi per generare un extra rendimento, mentre i futures (46%) e gli investimenti azionari hedged (45%) sono ritenuti le soluzioni migliori per gestire la volatilità.

VANTAGGI SULLE STRATEGIE PASSIVE – “Gli investitori istituzionali hanno segnalato un graduale passaggio verso le strategie attive”, continua Bottillo che aggiunge: “Anche le argomentazioni tradizionali legate ai costi inferiori dei prodotti passivi sono oggi messe in discussione, poiché si guarda a due aspetti importanti della gestione attiva: il valore che può generare nel lungo termine e la possibilità che offre di accedere a un numero maggiore di asset class”


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