Polizze vita, bomba della Cassazione

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Andrea Giacobino di Andrea Giacobino 7 Maggio 2018 | 09:02
Sentenza storica: i contratti ramo III tali solo se garantiscono la restituzione del capitale investito. Altrimenti sono contratti d’investimento ordinari.

Terremoto sulle polizze vita. Secondo quanto riferito ieri da “Il Sole 24 Ore”, è arrivata una stretta della Corte di Cassazione sui contratti del cosidetto “ramo III” che hanno un peso crescente nel portafoglio delle famiglie italiane e che nel 2016 valevano circa 24 miliardi di euro. La Corte ha infatti sentenziato che le polizze vita sono da considerarsi tali solo se garantiscono la restituzione del capitale investito, altrimenti sono contratti d’investimento ordinari.

La sentenza della Suprema Corte numero 10333/2018 che conferma una pronuncia della Corte d’appello di Milano, colpisce uno dei pilastri del business vita in Italia. Basti pensare che nello scorso febbraio la nuova produzione vita aveva raggiunto 7,8 miliardi e di questi 5 miliardi sono polizze tradizionali mentre 2,7 miliardi sono di ramo III, cioè il 35% del giro d’affari del segmento. La riqualificazione giudiziaria di una polizza vita, normalmente unit o index linked, in prodotto finanziario può metterne in discussione anche i vantaggi fiscali ed ereditari, impignorabilità e insequestrabilità comprese.

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