Digitali e assicurati

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Conosciamo Yolo, la prima assicurazione totalmente digitale. Ecco la nostra intervista al presidente Simone Ranucci Brandimarte

Avatar di Redazione13 giugno 2018 | 13:00

Lo scorso anno è nata Yolo, la prima assicurazione totalmente digitale guidata da Simone Ranucci Brandimarte. Una realtà che sarà tra i partecipanti del prossimo ITForum di Rimini, in programma il 14 e 15 giugno 2018. E che abbiamo il piacere di conoscere attraverso le parole dello stesso ceo.

Perché avete deciso di partecipare all’ITForum?
ITForum rappresenta per Yolo un grande palcoscenico in cui poter raccontare a professionisti della consulenza e investitori le profonde innovazioni che stiamo apportando al settore assicurativo per dare una risposta alle nuove esigenze di protezione dei consumatori, sempre più digitali, e a modelli distributivi non più efficaci.
Stiamo lavorando molto, infatti, per continuare a migliorare precisione e predittività della nostra soluzione, così da riuscire a proporre sempre le polizze giuste ai nostri clienti sulla base delle loro attitudini o stili di acquisto.

In che modo digitalizzazione e consumatore digitale stanno rivoluzionando il mercato assicurativo?
Il settore assicurativo sta vivendo una profonda trasformazione dovuta alla digitalizzazione. In particolare, l’era di Internet 4.0 è caratterizzata dalla forza disruptive della tecnologia che impone una nuova cultura, un diverso modello di business per relazionarsi in modo nuovo con il consumatore digitale. Questi richiede una customer experience differente da quella che ha oggi, sia durante la sottoscrizione della polizza che, in seguito, quando necessita di assistenza. L’offerta assicurativa dev’essere costruita sulle sue esigenze e deve diventare “App centric”, valorizzando immediatezza e facilità di utilizzo.

Quali impatti avrà l’avvento dell’insurtech?
Solo negli ultimi anni le compagnie tradizionali hanno abbracciato veramente l’avvento del digitale, investendo e collaborando con start-up insurtech oppure creando acceleratori e incubatori aziendali. L’Italia è infatti un mercato sotto-assicurato in cui le compagnie assicurative hanno investito molto meno del sistema bancario in ricerca e sviluppo.
Per creare un nuovo modello di offerta è però necessario uno sforzo e un investimento che impatterà sull’intera organizzazione sia in termini tecnologici che di underwriting, distributivi, di partnership e, soprattutto, culturali. Al momento gli sviluppi futuri del settore sembrano fondarsi su tre trend principali: sviluppo di nuovi prodotti, PeerToPeer, Big Data e dynamic pricing.

 Quali sono i nuovi progetti che presenterete in futuro?
Innovare richiede esperienza e competenze specifiche: per continuare lungo il nostro percorso di crescita stiamo portando avanti un secondo round da 6 milioni di euro che puntiamo di chiudere entro luglio. Venture capital italiani e internazionali, assieme a compagnie assicurative e banche, stanno dimostrando interesse ad investire nel nostro progetto. Questo ci consentirà, entro l’inizio del 2019, di intraprendere il primo progetto internazionale nel mercato spagnolo.
Ma lanceremo prossimamente anche nuovi prodotti dedicati ad altri sport come la biciletta, nuovi pacchetti viaggio che utilizzeranno la tecnologia blockchain e polizze per la tutela degli animali domestici.


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