Fondi sovrani e banche centrali preferiscono le azioni

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Lo rivela il sesto Invesco Global Sovereign Asset Management Study, un report annuale che prende in esame il comportamento d’investimento di fondi sovrani e banche centrali.

Chiara Merico di Chiara Merico24 luglio 2018 | 12:00

AZIONI PREFERITE – Nelle preferenze di fondi sovrani e banche centrali le azioni hanno superato le obbligazioni, diventando la principale asset class sul fronte delle strategie attive, passive e fattoriali. Lo rivela il sesto Invesco Global Sovereign Asset Management Study, un report annuale che prende in esame il comportamento d’investimento di fondi sovrani e banche centrali. Lo studio di quest’anno è consistito in interviste dirette condotte tra 126 singoli investitori sovrani e responsabili di banche centrali di tutto il mondo (62 banche centrali rispetto alle 35 del 2017), rappresentativi di asset per 17 trilioni di dollari Usa e riflette il crescente ruolo degli investitori sovrani. Secondo lo studio, l’allocazione media alle azioni è salita al 33% dal 29% del 2017. L’incremento delle allocazioni azionarie è riconducibile a svariati fattori, tra i quali la fase rialzista dei mercati azionari. Gli intervistati hanno risposto che il rendimento dei mercati azionari in cui hanno investito è stato pari all’8,7%, supportando in misura significativa risultati robusti a livello di portafoglio (9,4% nel 2017, in rialzo dal 4,1% del 2016). Sulla scia dell’aumento delle allocazioni azionarie negli ultimi cinque anni, quasi la metà degli investitori sovrani ora sovrappesa in misura incrementale o sostanziale le azioni. Sebbene numerosi investitori sovrani intendano mantenere il sovrappeso, alcuni non sono soddisfatti dello status quo. Oltre un terzo (35%) prevede di ridurre i sovrappesi azionari nel medio termine, nell’ottica complessiva di apportare riduzioni modeste anziché tagli significativi.Molti di coloro che intendono ridurre le posizioni sono spinti dalla convinzione che le valutazioni azionarie siano elevate, sia in termini assoluti che relativi e che i mercati siano a rischio di correzioni per questioni geopolitiche o legate ai cicli economici. Tra i fattori specifici che incidono negativamente sui mercati azionari vi sono preoccupazioni macro, come la possibilità di una guerra commerciale, Cina, valutazioni e inflazione (Figura 3).

 

EVOLUZIONE DEI PORTAFOGLI AZIONARI – Dallo studio di quest’anno è emerso che, parallelamente all’aumento delle allocazioni azionarie, si registrano evoluzioni rilevanti degli approcci. La gestione passiva e, in qualche misura, l’investimento fattoriale hanno assunto un ruolo crescente nei portafogli. Negli ultimi tre anni, poco meno della metà (45%) degli investitori sovrani è passata dalle strategie attive all’investimento fattoriale e passivo (Figura 4), al punto che ora meno della metà dei portafogli azionari è a gestione attiva. Ciò è stato osservato in misura più elevata tra gli investitori sovrani occidentali, mentre quelli in Medio Oriente sono ancora gli utenti maggiormente orientati alla gestione attiva, con una media del 65% di portafogli gestiti attivamente. Nell’ambito dei portafogli azionari, l’investimento fattoriale sta acquisendo un ruolo di spicco e tale evoluzione sembra destinata a rimanere anche nell’immediato futuro. Nei tre anni precedenti, oltre la metà (53%) degli investitori sovrani ha incrementato le allocazioni alle strategie fattoriali e il 56% prevede di continuare questo trend nei prossimi tre anni. L’investimento fattoriale sta prendendo piede anche nella regione Asia-Pacifico: il 6% dei portafogli azionari adotta infatti questa strategia, sebbene l’adozione complessiva sia finora inferiore rispetto a quella in Occidente e Medio Oriente (Figura 6), dove le strategie fattoriali sono rispettivamente usate dal 14% e 10% dei portafogli azionari. Benché la gestione passiva continui a essere utilizzata, oltre un terzo degli investitori sovrani intende ridurre le allocazioni passive a favore dell’investimento fattoriale o di approcci alla gestione attiva mirati. Alex Millar, head of Emea Sovereigns, Middle East and Africa institutional sales di Invesco, ha affermato: “Sebbene gli investitori sovrani siano impegnati in misura crescente sul fronte delle azioni, come growth asset primario, all’interno di questi portafogli azionari si è registrato un autentico cambiamento, di cui hanno principalmente beneficiato le strategie passive. Sebbene le strategie passive siano state i maggiori beneficiari, lo spostamento non è stato proporzionale e netto, bensì sfumato. In prospettiva, le strategie fattoriali dovrebbero beneficiarne maggiormente. Gli investitori sovrani considerano infatti tali strategie come un terzo pilastro tra la tradizionale gestione attiva e passiva”.

 


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