Cari gestori, cambiate le commissioni

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E’ arrivato il momento di cambiare il concetto di gestione attiva?

di Redazione9 agosto 2018 | 11:57

Dopo la “rivoluzione” di Mifid 2 il tema della gestione dei costi negli intermediari, siano questi banche o gestori, è emerso con prepotenza. A tal proposito, coinvolgendo il tema delle commissioni, oggi su MF è presente un interessante approfondimento a firma Andreas Utermann. Vi proponiamo alcuni estratti dal pezzo, invitandovi come sempre a lasciare i vostri commenti qui sotto.

“Di fronte ai cambiamenti epocali, i manager passivi saranno, al contrario, relegati a un ruolo marginale. La gestione passiva tende per definizione a concentrarsi maggiormente sui settori che hanno già raggiunto i livelli massimi nel passato e in tal senso la pro-ciclicità (ovvero la tendenza a seguire la massa o la regolarità del ciclo) potrebbe rappresentare un enorme dispersione di valore. Al contrario, i gestori attivi cercano di analizzare il futuro con determinazione e grande attenzione. Un buon esempio è il nostro approccio ai fattori ambientali, sociali e di governance (Esg). Stiamo integrando i fattori Esg nei processi di investimento per impegnarci con le aziende che, mostrandosi più sensibili a questi temi, traguardano migliori performance. A prescindere da tutte le considerazioni esposte, la gestione attiva deve anche dimostrarsi conveniente da un punto di vista economico e in tal senso applicare una struttura di costi innovativa e interessante per i clienti. In questo senso abbiamo introdotto un approccio innovativo alle commissioni di performance. Il nuovo schema di «commissione di sovraperformance» prevede l’applicazione di una commissione di base bassa, paragonabile a quella di un prodotto passivo. I clienti pagano una commissione di performance attiva solo nel momento in cui viene conseguita una performance superiore. I feedback già riscontrati dai clienti su tale schema di costo sono molto positivi”.

“Non sosteniamo che il modello a costo fisso sia sbagliato a prescindere ma vogliamo fornire un’opzione nuova e diversa ai clienti, in modo che si sentano anche maggiormente coinvolti nel processo di investimento. Mentre le commissioni fisse incentivano infatti la crescita degli asset in gestione, il passaggio a uno schema di fee più variabile e legato alle performance, tende a limitare la dimensione dei fondi. In questo modo, è più agevole massimizzare il potenziale alfa del fondo e restare concentrati sulla condivisione del valore con i clienti. Il nostro obiettivo consiste nel far sì che i clienti comprendano il ruolo dei gestori nella individuazione e nelle modalità in cui apportano valore. L’industria dell’asset management deve riconquistare la fiducia dei propri clienti e stakeholder. I gestori attivi possono svolgere un ruolo determinante in tutto ciò, condividendo il percorso di investimento dei clienti nel lungo termine, aggiungendo valore in modo economicamente efficiente (anche attraverso schemi di costo innovativi) e rimanendo concentrati nella ricerca delle prossime grandi opportunità del futuro”.


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