Pictet: biotecnologie, che forza!

A
A
A

Noia (Pictet AM): “I nuovi produttori farmaceutici crescono del 15%-20% annuo”

Francesca Vercesi di Francesca Vercesi14 agosto 2018 | 11:48

Le società biotecnologiche stanno crescendo e sono oltre 700 quelle quotate sui mercati azionari internazionali. Ecco perché possono essere considerate una buona diversificazione all’interno di un portafoglio d’investimento. Parla Manuel Noia (nella foto), country manager di Pictet Asset Management.

Come si stanno comportando le società farmaceutiche tradizionali?
Stanno perdendo terreno nei confronti di un nuovo tipo di produttori. Mentre le case farmaceutiche producono medicinali partendo dalle sostanze chimiche, le biotecnologiche usano organismi viventi come batteri o enzimi per i loro prodotti. Inoltre affrontano malattie specifiche con più precisione. Il settore ha un tasso di crescita stimato del 15-20% annuo. Oltre 700 società biotecnologiche sono attualmente quotate sui mercati azionari internazionali. I ricavi totali di quelle quotate sono cresciuti di sette volte dal 2000 al 2016, passando da poco più di 20 a quasi 140 miliardi di dollari. Ci fa qualche esempio? La cura per l’epatite C, che è stata messa a punto da un’importante società biotecnologica americana. Tuttavia il prezzo di questa cura è alto: un trattamento di tre mesi può costare dai 70 ai 100mila dollari. Dozzine di società biotecnologiche hanno uno o più prodotti nella fase finale di sviluppo clinico che precede l’approvazione della Fda, l’ente governativo americano che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici.

Nell’ambito farmaceutico, quando il brevetto di un farmaco di successo scade, cosa succede?
Un timore diffuso per il produttore è che le società che realizzano farmaci generici ne riproducano la formula commercializzandola a un prezzo significativamente scontato. Dato che i brevetti dell’Aspirina sono in circolazione da parecchio tempo, altre società oltre alla Bayer, che l’ha inventata, sono autorizzate a produrre e vendere questo farmaco. Ciò spiega perché una compressa costa solo pochi centesimi. La società di consulenza EvaluatePharma stima che le società farmaceutiche sono destinate a perdere ricavi pari a quasi 80 miliardi di dollari tra il 2017 e il 2020 per via dell’aumento della concorrenza. Per le società biotecnologiche, questo rischio è minore. Chiunque voglia produrre una medicina simile a un farmaco biotecnologico il cui brevetto è scaduto deve dimostrare che il prodotto presenta le stesse caratteristiche biologiche del trattamento originale. Una procedura molto più complessa rispetto a quella dei farmaci tradizionali, per i quali è sufficiente dimostrare che la composizione chimica è simile.

Che tasso di crescita ha il settore?
Le società biotecnologiche stanno compiendo passi avanti nello sviluppo di farmaci per curare le malattie che affliggono il sistema nervoso centrale, come l’Alzheimer, il Parkinson e la depressione. Alla fine del 2017, una società biotecnologica americana ha pubblicato risultati particolarmente positivi in relazione a un nuovo farmaco per la depressione. Attualmente diverse società biotecnologiche stanno infatti conducendo test clinici per nuovi farmaci. Il potenziale di una nuova scoperta in grado di sconfiggere l’Alzheimer e altre malattie del sistema nervoso centrale, oltre a un recente progresso in campi medici come l’oncologia e le malattie rare, indica che il settore biotecnologico potrebbe rivelarsi promettente per gli investitori. Il settore ha un tasso di crescita del 15%-20% annuo.


Non è possibile commentare.

ARTICOLI CORRELATI

Fondi, top e flop del 19/09/18

Haxe guida per l’Europa di Investec AM

Doppietta di nomine per Jupiter AM

Una semestrale Mirabaudlante

Neuberger Bergman, arriva il fondo Clo Income

Lombard Odier, una nomina per la svolta digitale

Investimento passivo, una falsa sicurezza

Investimento passivo, una falsa sicurezza

Enasarco, arriva l’interrogazione parlamentare

Trimestre a tutta raccolta per T. Rowe Price

Candriam, sostenibili per vocazione

Dws, cambia la guida nel Sud Europa

Vontobel AM rafforza la squadra obbligazionaria

Fondi, fuga dagli emergenti

Capitali, come portarli all’estero (legalmente)

L’industria dei fondi vale una montagna di soldi

Fondi passivi sostenibili, la strada è ancora lunga

Rompere gli schemi dell’asset allocation

Fondi, se resta solo la commissione di performance (o quasi)

Strategie multi asset per mantenere la rotta

Syz AM, un miliardo di motivi per sorridere

Fondi, la commissione di gestione è sotto pressione

Fidelity, you pay…less

Multi asset, una passione in evoluzione

SdR18/Bottillo (Natixis IM): “Attivi, what else?”

SdR18/Giorgi (Blackrock): “Il nostro Universe”

La raccolta ci mette l’Anima

Caso Vegagest, due ipotesi e un silenzio assordante

Assogestioni: Carreri vicepresidente con il nuovo budget

La guerra dei fondi

Asia più forte per La Francaise

SdR18, via libera per le conferenze

Fondi, rivoluzione Fidelity

Ti può anche interessare

Capital Group: guerra commerciale, finora alle parole sono seguiti pochi fatti

Recentemente gli Stati Uniti hanno minacciato dazi su altri 400 miliardi di esportazioni cinesi, un ...

Amundi: sui mercati incombe la minaccia protezionistica

Le dichiarazioni di Trump stanno agitando i mercati perché se il protezionismo diventasse la regola ...

Eurizon, crescita sostenuta nel 2017

L’utile netto proforma, rispetto al consuntivo 2016 si attesta quindi a 511,1 milioni, in crescita ...