Vontobel: perché gli investitori evitano il debito pubblico italiano?

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di Chiara Merico 22 Agosto 2018 | 08:45
Gli investitori temono che il bilancio italiano 2019 possa causare una violazione degli orientamenti comunitari sul deficit del 3%.
Gli investitori temono che il bilancio italiano 2019 possa causare una violazione degli orientamenti comunitari sul deficit del 3% e questo sarebbe in netto contrasto con il precedente bilancio del governo italiano che prevedeva un disavanzo dello 0,8%, spiega una nota a cura di Mondher Bettaieb, head of fixed income di Vontobel AM. A nostro avviso, un deficit dello 0,8% sarebbe stato ragionevole e avrebbe consentito una graduale riduzione del debito.
Perché l’Italia non ha ancora riconquistato la fiducia degli investitori?
I due vicepresidenti Luigi di Maio e Matteo Salvini continuano la loro campagna elettorale invece di governare. Se cercheranno di mantenere le loro promesse elettorali che comprendono tra le altre cose sgravi fiscali, l’introduzione di redditi di base e l’eliminazione degli aumenti dell’IVA, potrebbe verificarsi una violazione delle linee guida comunitarie in materia di disavanzo del 3%.
Cosa sarebbe necessario a tal fine?
Siamo già all’apice di un ritorno di fiducia degli investitori in Italia. Il presidente Mattarella ha nominato un ministro delle Finanze conservatore, Giovanni Tria, che auspica un bilancio che porti il paese a un deficit dell’1,5-1,7% (ben al di sotto della regola del 3% per l’UE). Questo darebbe al Governo circa 12 miliardi di euro all’anno in più da spendere. Un totale di circa 60 miliardi di euro per i cinque anni di mandato del governo non è male. Pertanto, ci attendiamo un deficit di bilancio di circa l’1,6%. È importante notare che esiste un’ulteriore garanzia che dovrebbe sostenere la fiducia degli investitori. Il presidente deve approvare il bilancio e Mattarella ha dichiarato pubblicamente che non firmerà un bilancio che metta a repentaglio la stabilità finanziaria del paese, come senza dubbio farebbe una violazione della regola del 3% della Commissione Europea.

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