Fidelity, obiettivo portafoglio perfetto

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Schinaia a ruota libera su investimenti, mercati e novità di Fidelity International per gli advisor.

Francesca Vercesi di Francesca Vercesi14 settembre 2018 | 13:00

Volatilità in aumento, banche centrali divergenti, il rischio di una guerra commerciale. I mercati del dopo estate, mentre vanno alla ricerca di nuove opportunità di crescita, si presentano incerti. Intanto i risparmiatori, che hanno ben 1.400 miliardi parcheggiati in conti correnti e conti deposito, hanno bisogno di una bussola per orientarsi. Ecco le ricette di Fidelity International per costruire al meglio un portafoglio e gestire l’altalena dei mercati. Parla Cosmo Schinaia (nella foto), country head di Fidelity International.

Il 2017 è stato un anno caratterizzato da bassissimi livelli di volatilità, ma non si può dire certo la stessa cosa per il 2018: come affrontare al meglio i mercati in quest’ultima fase dell’anno?
La nostra previsione è che nei prossimi mesi i mercati andranno incontro a un aumento generalizzato della volatilità. Il fattore principale da monitorare è ovviamente il cambiamento nella politica delle banche centrali, reso ancora più complesso dalla divergenza tra la Fed e gli altri principali istituti centrali, ma permane anche il rischio di una escalation della guerra commerciale in atto. La volatilità per un gestore attivo, però, non è una cattiva notizia. Al contrario, è proprio in queste circostanze che la ricerca e la selezione attenta permettono di identificare al meglio le opportunità di investimento che il mercato non prezza in modo corretto.

Come si può andare incontro alle esigenze dei numerosi risparmiatori italiani che temono la volatilità dei mercati e che privilegiano la stabilità e la sicurezza?
Un andamento altalenante degli investimenti non piace a tutti i risparmiatori e non sempre si può investire con un orizzonte temporale sufficientemente lungo. Non a caso gli italiani hanno quasi 1.400 miliardi di euro parcheggiati in conti correnti e conti di deposito, condannandosi così a perdere inesorabilmente potere d’acquisto a causa dell’inflazione. Un approccio adatto a profili più prudenti è quello di focalizzarsi su asset class poco volatili e scarsamente sensibili ai tassi di interesse, come l’obbligazionario di elevata qualità a corta duration. In questo ambito Fidelity propone FF Global Short Duration Income Fund, un comparto lanciato specificamente per soddisfare le esigenze degli investitori più difensivi, grazie al suo approccio fortemente selettivo, la duration breve e un portafoglio con rating medio elevato che mira a offrire un flusso cedolare regolare e sostenibile.

Dove sono invece a suo avviso le opportunità di crescita?
Da sempre Fidelity guarda con grande favore all’Asia, non solo come view di breve e medio periodo ma come tema di investimento strategico che non può mancare nel portafoglio degli investitori. Mi lasci citare qualche numero. L’Asia produce oltre un terzo del Pil mondiale. Il 60% della popolazione mondiale risiede in Asia, ed è una popolazione giovane, dinamica e istruita. Basti pensare che i soli millennial cinesi e indiani sono quasi 800 milioni, e che nel 2020 oltre il 40% dei laureati a livello globale verrà da questi due Paesi. E ovviamente non ci sono solo Cina, India e Giappone nel nostro radar. Economie come l’Indonesia o la Corea del Sud hanno da tempo superato lo status di economie emergenti, piazzandosi ai primissimi posti nelle classifiche di crescita economica. Sappiamo però che gli investitori italiani sono tradizionalmente orientati a scegliere investimenti di aree che conoscono o pensano di conoscere meglio, come l’Europa. Come può quindi un consulente guidare al meglio i propri clienti nell’aumentare la quota di Asia in portafoglio? Tanto per cominciare affidandosi a un gestore esperto che conosce quel mercato da molto vicino. Fidelity opera in Asia da 50 anni, con team di gestione e ricerca in tutti i principali Paesi del continente. Questo, insieme con l’ampia gamma di strategie disponibili in tutte le asset class, ci rende il partner giusto. In secondo luogo può essere utile focalizzarsi su strategie flessibili e multi asset, delegando a un gestore con track record consolidato la scelta dell’allocazione geografica e settoriale. Infine la leva più forte può essere la scelta di una strategia focalizzata al reddito, come il nostro FF Asia Pacific Multi Asset Growth & Income Fund, un fondo gestito dallo stesso team del notissimo FF Gmai Fund, proprio con questo obiettivo. Chiudo lanciando un ultimo spunto. La soluzione per superare un’incertezza di breve periodo può essere quella di anticipare i trend secolari che daranno forma al nostro futuro, come la demografia, i consumi e l’innovazione tecnologica. Questo permette di creare valore per il futuro, in modo indipendente dalle prospettive di breve: un cliente che sa di aver puntato su trend vincenti, sarà meno preoccupato da un’instabilità di breve periodo.

Mifid 2 ha imposto una maggiore trasparenza nei costi di gestione: come vi siete strutturati e come sta andando?
Il 2018 è stato un anno pieno di novità per Fidelity e tra queste una delle più significative è stato il lancio delle classi di azioni con commissioni di gestione variabili in base alla performance del fondo, cioè la cosiddetta Vmf, Variable management fee. Le prime, dedicate per ora solo ai nostri principali fondi azionari, sono partite da circa tre mesi ma già hanno raccolto molto interesse. Chi investe nelle classi a commissione variabile approfitta di una commissione base di gestione annua già ridotta. In più la quota variabile della commissione aumenta o diminuisce in funzione della performance del fondo rispetto all’indice di mercato. A nostro parere si tratta di un eccellente modo di rafforzare il patto con i nostri clienti, partendo proprio dalla qualità e dalla trasparenza della nostra offerta. Al momento abbiamo lanciato solo classi dedicate agli investitori professionali, ma non ci sono ostacoli a lanciare in futuro classi di questo genere destinate anche alla clientela dei consulenti e dei private banker, senza intaccare la redditività dei nostri distributori.

Dibattuto e vecchio dilemma tra investimenti attivi e passivi: come orientarsi?
Le due strategie vengono spesso contrapposte, ma in Fidelity riteniamo che in realtà siano complementari. Le condizioni di mercato evolvono nel corso del ciclo economico: a volte la pura esposizione al beta fornirà un rendimento adeguato, rinunciando però alla generazione di alfa. In altre fasi come quella che stiamo vivendo per esempio, le inefficienze del mercato forniscono ai veri gestori attivi numerose opportunità di sovraperformance. Fidelity, da sempre campione della gestione attiva, ha da oltre un anno una solida gamma di Etf e fondi passivi che coprono i principali indici mondiali a condizioni particolarmente vantaggiose. Io credo che entrambe le strategie possano trovare posto, al momento giusto e nella giusta proporzione, in un portafoglio efficiente.

Quali sono le novità, tra nuovi ingressi, nuovi fondi…?
Abbiamo da poco rafforzato ulteriormente il nostro team italiano, con Natale Borra che ha assunto un ruolo di leadership all’interno del team dedicato al canale distribuzione, Rosario Sarcone che ha preso la guida del team dedicato a Fund Selector e gestori di fondi, e Michele Romualdi, il nostro nuovo responsabile istituzionale. Inoltre possiamo contare sempre di più sul supporto della nostra struttura internazionale, che ha verso i clienti italiani un’attenzione particolare. Dal punto di vista delle soluzioni, so che può sembrare banale e già sentito, ma ci tengo a dire che in Fidelity non smettiamo davvero mai di ascoltare i clienti e capire quali sono le loro esigenze e dove possiamo innovare la nostra gamma per rispondere ancora meglio alle esigenze di investimento. Essere una casa internazionale con milioni di clienti in tutto il mondo ci dà la possibilità di sperimentare e poi condividere soluzioni di successo che anticipano queste esigenze. Il mondo degli investimenti sta cambiando radicalmente e reti e investitori ci chiedono uno sforzo sempre maggiore di innovazione. Siamo pronti a questa sfida: aspettatevi grosse novità da Fidelity entro la fine dell’anno. Siamo sempre più motivati ad aiutare i consulenti a creare un futuro migliore per i loro clienti.


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