Invesco: Btp? È un rischio interessante

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di Andrea Telara 15 Novembre 2018 | 10:06
Read (Invesco) si pronuncia sulle prospettive d’investimento nei titoli governativi italiani.

Un rischio che vale la pena di considerare. Così Paul Read (nella foto), responsabile Fixed Income e co-gestore del fondo Invesco Pan European High Income Fund, considera oggi l’investimento nei Btp italiani. In questa intervista rilasciata a BLUERATING, il gestore delinea gli scenari futuri di tutto il settore del reddito fisso.

Quali sono attualmente le prospettive del settore obbligazionario?
Questo è stato un anno difficile per molti mercati. I rendimenti dei titoli di stato sono aumentati negli Stati Uniti, mentre in Europa lo spread del credito corporate e di alcuni bond governativi dell’area euro si è ampliato per la prima volta dall’inizio del 2016.   Alcuni mercati obbligazionari emergenti sono stati sottoposti a forti pressioni. Inoltre molti mercati azionari stanno registrando perdite a un anno. Nonostante ci siano diverse problematiche che stanno influenzando alcune piazze finanziarie, questo periodo di debolezza si verifica in un momento in cui la liquidità del dollaro si sta gradualmente esaurendo e il tasso di cambio privo di rischio sta aumentando. E l’inasprimento della politica monetaria non è ancora finito. Potremmo trovarci in un lungo periodo di volatilità dei mercati.

Quali asset class possono ancora avere appeal nel settore del reddito fisso?
Proprio perché i mercati del reddito fisso sono stati difficili quest’anno, possiamo iniziare a essere un po’ più positivi per il futuro. In qualità di investitori attivi ci piace guardare a parti del mercato che offrono un miglior valore. Tale strategia ci porta spesso verso aree dove la percezione del rischio è leggermente più alta. In primo luogo gli spread dei Btp sono notevolmente aumentati da maggio e il rendimento a dieci anni è ora a 3,5%. Questo è quanto meno un rischio che vale la pena di considerare. In secondo luogo negli Stati Uniti, i rendimenti a 10 anni si sono spostati verso il 3% per la prima volta dal 2011, anche se per motivi diversi. Pure in questo caso gli investitori possono ora iniziare a pensare a un punto d’ ingresso in questo mercato, ponderando la forza di fondo dell’economia rispetto alla politica monetaria più restrittiva attualmente in atto. Infine nei mercati emergenti c’è un profilo di rischio/rendimento diverso, ma le obbligazioni argentine denominate in dollari Usa offrono uno yield interessante superiore al 9%. Quelle del Sudafrica invece danno rendimenti in rand superiori al 10%.

Quali sono secondo le prospettive dei titoli governativi italiani dopo le tensioni delle scorse settimane?
Il governo populista italiano ha innervosito gli investitori con i suoi impegni di spesa e il suo approccio più antagonista nei confronti dell’Unione Europea. Tuttavia crediamo che l’esecutivo di Roma alla fine sarà vincolato non solo dalla struttura del suo processo politico interno, ma anche dal fatto che non gode di sovranità monetaria. Qualsiasi indebolimento del mercato dei Btp potrebbe causare una ferita autoinflitta.

 

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