MFS: asset allocation per la crescita del capitale

A
A
A

Il debito globale ha raggiunto livelli mai visti prima ed è nettamente più elevato rispetto al 2008; la crescita è anemica e gli utili societari sono elevati; le strategie di politica monetaria hanno gonfiato le valutazioni degli asset rischiosi e l’autocompiacimento dilaga

Chiara Merico di Chiara Merico5 dicembre 2018 | 08:31

Come disse il celebre economista John Kenneth Galbraith,”l’unica funzione delle previsioni economiche è di far sembrare rispettabile l’astrologia”, spiega una nota a cura di Barnaby Weiner, gestore dell’MFS Prudent Wealth Fund e dell’MFS Prudent Capital Fund presso MFS Investment Management. Sebbene concordiamo sul fatto che sia difficile anticipare i movimenti del mercato, non riteniamo che l’unica opzione sia quella di tapparsi il naso e sperare che tutto vada per il verso giusto. Prevedere il futuro è difficile, ma si possono prendere decisioni di investimento essendo consapevoli dei rischi e delle opportunità a cui si va incontro.

Il nostro obiettivo è perseguire la strada degli investimenti puntando alla crescita del capitale. In questo momento siamo in modalità “massima difesa“. Vediamo diversi ostacoli fondamentali: il debito globale ha raggiunto livelli mai visti prima ed è nettamente più elevato rispetto al 2008; la crescita è anemica e gli utili societari sono elevati; le strategie di politica monetaria hanno gonfiato le valutazioni degli asset rischiosi e l’autocompiacimento dilaga. Riteniamo che i principali driver a lungo termine delle performance azionarie siano le valutazioni di partenza, il che ha senso a livello intuitivo (comprare ai minimi, vendere ai massimi) ed è confermato dai dati. Abbiamo recentemente condotto un’analisi sull’andamento dell’indice S&P 500 a partire dal 1928. Il risultato parla da sé. Usando il ratio di Shiller (corretto per la volatilità annuale degli utili) abbiamo scoperto che quando il mercato era sottovalutato (inferiore a 10) la performance media nei cinque anni successivi è stata del 13% annuo, mentre quando il mercato era sopravvalutato (superiore a 30) la performance media è stata del -2% annuo. In questo momento il P/E di Shiller è a 32. La media di lungo periodo è 16. Dati gli ostacoli strutturali quali l’alto livello di debito, la crescita debole e gli elevati margini di profitto, riteniamo che in realtà il fair value sia inferiore alla media di lungo periodo. In una fase rialzista che dura da quasi dieci anni è difficile convincere qualcuno che il mercato azionario dovrà registrare una flessione del 50% prima di tornare ad apparire interessante. Ma anche nel marzo 2009, quando lo S&P era quasi l’80% sotto al livello attuale era difficile convincere la gente ad acquistare azioni. Siamo investiti in un numero ristretto di società solide e stabili. Certo, non si tratta di titoli sottovalutati, ma di questi tempi riteniamo che sia meglio giungere a un compromesso sulle valutazioni che sulla qualità. Manteniamo posizioni liquide sui titoli di Stato a breve termine. Siamo infatti convinti che nella prossima fase ribassista, che non tarderà ad arrivare, queste obbligazioni proteggeranno il capitale dei clienti e ci forniranno la liquidità necessaria a cogliere le opportunità che si presenteranno.


Non è possibile commentare.

ARTICOLI CORRELATI

MFS annuncia l’ingresso di Murfin

MFS: investitori sempre più sfiduciati

MFS rafforza il team italiano con Siviero

Ti può anche interessare

Tikehau Capital, AuM in crescita

Al 30 settembre del 2018 le masse in gestione si attestano a 15,9 miliardi di euro, con un increment ...

Fondi, crolla il patrimonio degli absolute return

I fondi di rendimento assoluto si sono ridimensionati nel 2018 quando gli investitori sono fuggiti d ...

HSBC Global Asset Management registra in Italia due comparti a bassa emissione di carbonio

HSBC vanta un'esperienza ventennale in questo segmento e il lancio dei due comparti “lower carbon ...