Asset allocation, portafoglio a prova di ribassi

A
A
A
Francesca Vercesi di Francesca Vercesi 24 Dicembre 2018 | 12:31
Phialithis (Fidelity International) spiega le strategie per affrontare i mercati in forte calo

In un ottobre particolarmente difficile la maggior parte delle principali asset class è scesa in territorio negativo in termini di performance annuali, con i mercati azionari regionali in calo del 4%-10% (in valuta locale) in un solo mese. Le cause scatenanti di quest’ondata di vendite non sono ancora risolte: le tensioni commerciali sono sempre fonte di preoccupazione per gli investitori in vista dell’imminente summit del G20 e i colossi tecnologici che hanno trainato i mercati statunitensi durante il 2018 continuano a soffrire. Inoltre il ritiro delle misure non convenzionali di politica monetaria continua a inasprire le condizioni di finanziamento, mentre persiste un progressivo indebolimento delle prospettive di crescita globale. Ne parliamo con Eugene Phialithis (nella foto), gestore del fondo FF GMAI Fund di Fidelity International.

Il vostro portafoglio ha tenuto. Ci racconta la vostra strategia?

In effetti a dispetto di questo periodo difficile per tutte le asset class il nostro portafoglio ha dimostrato un’ottima capacità di protezione dai ribassi, tanto che le posizioni difensive di copertura non avevano mai prima d’ora fornito un simile contributo alla sua performance. Questo risultato è indicativo della nostra capacità di proteggere il capitale dei clienti mediante la gestione attiva e un utilizzo disciplinato di un’ampia gamma di strumenti all’interno dei nostri portafogli.

Come siete posizionati sul fronte delle partecipazioni azionarie?

Da qualche tempo i nostri gestori attivi hanno preferito i settori difensivi e hanno ridotto l’esposizione alle aree ritenute sopravvalutate come la tecnologia. A ottobre per esempio il contributo più significativo alla performance è giunto dalle coperture assunte sull’indice S&P 500 e sul settore tecnologico, due aree ritenute appunto sopravvalutate e pronte per una correzione. Altrettanto importante è forse il fatto che non abbiamo un approccio assolutista in questo senso. Nelle ultime settimane abbiamo ridotto in maniera tattica alcune delle nostre coperture azionarie per esempio sull’Europa, in quanto la nostra esposizione complessiva al Vecchio Continente è scesa. Inoltre abbiamo chiuso la nostra copertura sulle azioni di Hong Kong dopo il netto sell-off delle azioni asiatiche.

E nel segmento obbligazionario?

Abbiamo avuto accesso in maniera altrettanto attiva alla protezione dai ribassi, oltre che alle aree in grado di offrire opportunità interessanti. Dati gli attuali livelli degli spread per cui difficilmente si prevede un margine di miglioramento, abbiamo preso profitto su alcune obbligazioni high yield statunitensi, confermando invece la predilezione per le controparti asiatiche. Apprezziamo questa asset class per la resistenza dei suoi fondamentali, i rendimenti interessanti, la leva finanziaria in calo a dispetto delle tensioni legate alla guerra commerciale e l’ottimo track record dei nostri gestori attivi nell’individuazione delle migliori opportunità. Per quanto riguarda le partecipazioni nel debito dei mercati emergenti, data la tenuta del dollaro statunitense, le nostre coperture valutarie sono risultate particolarmente efficaci per proteggere il capitale e quindi le abbiamo mantenute. Un’altra copertura rivelatasi molto utile è stata la posizione short assunta sui titoli di Stato italiani in quanto, a fronte dell’incertezza politica, ogni singola notizia genera movimenti irrazionali dei rendimenti; anche la posizione lunga sui Gilt britannici è stata remunerativa, data l’incertezza per la Brexit che ha dominato l’intero mese di ottobre e l’inizio di novembre.

E sul fronte degli investimenti alternativi?

Ne apprezziamo i vantaggi in termini di diversificazione, oltre che per le ridotte correlazioni rispetto ai mercati tradizionali e per i rendimenti interessanti. Abbiamo preso parte agli aumenti di capitale di due delle nostre partecipazioni infrastrutturali, mentre abbiamo ridimensionato parte della nostra esposizione ai Reit britannici.

 

 

Vuoi ricevere le notizie di Bluerating direttamente nel tuo Inbox? Iscriviti alla nostra newsletter!

Condividi questo articolo

Non è possibile commentare.

ARTICOLI CORRELATI

Asset allocation, integrare il rischio per resistere al Coronavirus

Asset allocation, l’obbligazionario ai tempi del coronavirus

Asset allocation: azioni, ecco su quali settori puntare

Asset allocation: qualche spunto per chiudere l’anno

Asset allocation, l’approccio quantitativo ai fondi di private equity

Asset allocation: cds, l’arma giusta contro mr. Hide

Consulenti, ecco i consigli sul portafoglio per i prossimi 5 anni

Asset allocation, le ragioni del Merger Arbitrage

Asset allocation, il momento d’Oro

Asset allocation, un portafoglio bilanciato per i mercati turbolenti

Asset allocation, l’oro per diversificare

Asset allocation, meglio essere codardi

Asset allocation, guadagnare giocando in difesa

Asset allocation: dopo il rally è tempo di protezione

Pictet AM: “La Fed? Una presenza che si fa sentire nell’asset allocation”

Asset allocation: le mosse estive sui bond

Syz Am, l’asset allocation è un rebus

Asset allocation: ecco perché sono meglio gli assicurativi dei bancari

Asset allocation: opportunità infrastrutture

Fondi: l’investimento (non fa) acqua

Asset allocation: caccia alle migliori occasioni

Asset allocation: puntare sulla crescita di qualità

Asset allocation: nel 2019 occasione commodity

Consulenti, rischi e opportunità per un 2019 dal portafoglio perfetto

Asset allocation, una nuova scommessa sugli emergenti

Invesco, portafogli per due scenari alternativi

Asset allocation, è tornata tanta voglia di oro

Asset allocation, è la (s)volta degli emergenti

Asset allocation, bye bye bull market

Asset allocation, le opportunità europee

Asset allocation: in bond high yield we trust

Asset allocation alla prova del protezionismo

Consulenza, l’indecisione fa male al portafoglio

Ti può anche interessare

Ubp, nuovo fondo di “frontiera”

Union Bancaire Privée (UBP) ha annunciato recentemente l’ulteriore ampliamento della sua offerta ...

Fondi di investimento, il migliore e il peggiore del 13/01/2020

Ecco la migliore e la peggiore performance giornaliera nella categoria dei fondi di investimento c ...

Investimenti, 5 idee per l’azionario Usa post Coronavirus

Vi riportiamo di seguito un commento sulle prospettive nel post-crisi per le azioni large-cap USA, a ...

NEWSLETTER
Iscriviti
X