Bny Mellon riprende il ritmo

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di Max Malandra 11 Gennaio 2019 | 10:09
Per la società americana, la sottoperformance è alle spalle. Ma gli analisti sono prudenti

Per Bny Mellon la fase di sottoperformance rispetto all’S&P500 sembra essersi esaurita: negli ultimi tre mesi il titolo ha infatti mostrato più forza relativa rispetto all’indice di Wall Street. Bank of New York Mellon si sta così riportando verso la soglia dei 50 miliardi di dollari di market cap.

Trimestrale in arrivo
Il gruppo di New York, che diffonderà i dati del quarto trimestre il prossimo 16 gennaio, passa ora di mano a poco più di 11 volte i profitti attesi per l’anno in corso. Le previsioni degli analisti indicano infatti per il 2018 ricavi per 16,5 miliardi di dollari, un utile operativo di 5,49 miliardi e un utile netto intorno ai 4,2 miliardi. L’eps (earning per share) si attesterebbe quindi a 4,18 dollari nella versione adjusted e 4,15 dollari in quella GAAP. Le stime per il 2019 parlano invece di 16,76 miliardi di ricavi complessivi e 4,3 miliardi di dollari di utile netto, su un risultato operativo di 5,6 miliardi. La società ha così un valore patrimoniale per azione di circa 39 dollari e dovrebbe arrivare a 41,2 dollari il prossimo anno, quindi il titolo vale poco più di 1,2 volte il proprio patrimonio netto e circa 1,16 volte quello atteso a fine 2019. Intanto nel terzo trimestre i ricavi sono cresciuti dell’1% circa a 4,1 miliardi di dollari e l’utile per azione del 13% a 1,06 dollari, con un Roe all’11,2% (+62 basis point) e un ritorno sul tangible common equity al 23,1% (+122 bp).

Fondamentali di bilancio
Dal punto di vista patrimoniale il Common equity Tier 1 aumenta di 52 basis point all’11,2%. Sui nove mesi i ricavi totali sono cresciuti del 5%, rispetto allo stesso periodo del 2017, a 12,39 miliardi di dollari e l’utile netto del 17% a 3,26 miliardi. L’utile per azione è così potuto aumentare del 17% a 3,20 dollari e il Roe è cresciuto di 116 basis point all’11,6%, con un ritorno sul tangible common equity al 24,1% (+212 bp). Da inizio anno, inoltre, la società ha riacquistato 1,9 miliardi di dollari di azioni proprie e remunerato gli azionisti con 0,8 miliardi di dollari di dividendi: il dividend yield si attesta attualmente al 2,3%.

Il consensus a Wall Street
Gli analisti rimango tuttavia prudenti sul titolo, con il 56,5% del consensus che è Hold, il 26,1% è Buy mentre l’ultimo 17,4% ha un giudizio Sell. Degli 11 più recenti report, inoltre, gli Underperform sono tre (con target tra 47 e 54 dollari), cinque i neutral e sector perform (con target compresi tra 49 e 58 dollari), mentre gli ultimi tre – Buy e gli Overweight – evidenziano obiettivi di prezzo a 55 dollari (Morningstar), 60 (Morgan Stanley) e 66.

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