Risparmi: boom di polizze, ko azioni e Bot

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Nel portafoglio degli italiani la quota dei prodotti assicurativi, pari a 1.000 miliardi, è passata dal 18% al 25% negli ultimi 10 anni. Pressioni commerciali delle banche.

Andrea Giacobino di Andrea Giacobino4 febbraio 2019 | 08:30

Dal 2008 al 2018 la ricchezza finanziaria delle famiglie italiane è cresciuta di 838 miliardi (+25%) passando da 3.302 miliardi di euro a 4.141 miliardi. Nell’arco degli ultimi 10 anni è cambiata, soprattutto, la composizione dei portafogli. Si registra in particolare un aumento assai significativo dei prodotti assicurativi: a fine 2018 le polizze e le assicurazioni “valevano” quasi 1.000 miliardi e corrispondevano a un quarto dei risparmi; nel 2008 erano a quota 586 miliardi (18%) e nel 2013 si attestavano a 731 miliardi (20%). Sono in netta discesa, invece, gli acquisti di obbligazioni e titoli di Stato: alla fine dello scorso anno, erano a quota 297 miliardi (7% del totale), mentre nel 2008 si attestavano a 775 miliardi (23%) e nel 2013 a 623 miliardi (17%). In lieve salita anche il peso delle azioni: da 721 miliardi (22%) del 2008 a 957 miliardi del 2018 (23%). Questi i dati principali che emergono dallo studio della Fabi (Federazione autonoma bancari italiani) su “Risparmi e investimenti e in Italia”.

 

“Le banche spingono la vendita di prodotti che, soprattutto attraverso le commissioni, garantiscono i maggiori profitti. E i nostri dati confermano che la strategia è nettamente cambiata negli ultimi 10 anni, con un vero e proprio boom di prodotti assicurativi, che ora valgono 1.000 miliardi di euro. È una strategia, quelle delle banche, che passa anche per le indebite pressioni commerciali subite dalle lavoratrici e dai lavoratori bancari. In questo contesto, i lavoratori bancari sono giustamente tenuti al rispetto delle norme sull’antiriciclaggio, ma talvolta le procedure interne di alcuni istituti di credito penalizzano i lavoratori costretti, per carenze organizzative, ad avere responsabilità, anche penali, che non competono loro e che sfociano in multe salatissime. Il delicatissimo argomento sarà uno dei temi del prossimo rinnovo contrattuale”, ha commentato il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni.​


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