Dividendi, dopo il record del 2018, preparatevi al bis

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Un’ottima annata..

Avatar di Redazione19 febbraio 2019 | 09:39

Il 2018 è stato un anno memorabile per i dividendi globali, ma il 2019 potrebbe esserlo anche di più: questo è quanto emerge dall’ultimo Indice Janus Henderson Global Dividend. I dividendi totali sono saliti a $1.370 miliardi registrando un incremento del 9,3%. Su base sottostante – il criterio di misura adottato da Janus Henderson per valutare la crescita core – ciò equivale a un aumento dell’8,5%; l’andamento migliore dal 2015, superiore anche alla tendenza di lungo termine del 5-7%. Quasi nove società su dieci a livello mondiale hanno riportato distribuzioni in aumento o costanti.

• I dividendi globali sono aumentati del 9,3% raggiungendo un record di $1.370 miliardi, equivalenti a una crescita sottostante core dell’8,5%, segnando la performance migliore dal 2015
• Di dieci società mondiali, nove hanno riportato rendimenti in rialzo o costanti
• Tredici Paesi hanno riferito un picco nelle distribuzioni, fra cui Giappone, USA, Canada, Germania e Russia • Le performance migliori spettano a mercati emergenti, Nord America e Giappone, mentre in coda figura l’Europa
• Le distribuzioni nei settori bancario e minerario sono fortemente aumentate, mentre quello delle telecomunicazioni è rimasto il segmento più fiacco
• Per il 2019 Janus Henderson prevede un rialzo dei dividendi nell’ordine del 3,3% a $1.414 miliardi, pari a una crescita sottostante del 5,1%

In testa alla classifica si posizionano mercati emergenti, Giappone e Nord America, mentre l’Europa è rimasta indietro. Tredici Paesi hanno segnato un nuovo record di distribuzioni, fra cui Giappone, USA, Canada, Germania e Russia. Nel 4° trimestre, la crescita complessiva dei dividendi è stata dell’8,3% attestandosi a un picco massimo, per il periodo, di $272,9 miliardi complessivi. La crescita sottostante è stata dell’8,0%.

L’Indice Janus Henderson Global Dividend ha chiuso l’anno a un nuovo massimo storico di 187,3, a segnalare che le società mondiali hanno corrisposto ai propri azionisti $638 miliardi in più nel 2018 rispetto al 2009, anno di lancio dell’indice.

I dividendi da record pari a $468,9 miliardi registrati negli USA corrispondono a un aumento del 7,8% su base sottostante per il 2018 e sono stati trainati da banche, sanità e tecnologia. Solo una su 25 società statunitensi ha tagliato i dividendi. Le performance in Canada sono state ancora più brillanti, grazie soprattutto alle società petrolifere e alle banche, che hanno incentivato la più rapida crescita dei dividendi fra le grandi economie sviluppate. Il Giappone si colloca al secondo posto per ritmo di incremento, grazie ai maggiori profitti aziendali e rapporti di distribuzione.

I dividendi europei sono aumentati più lentamente: +5,4% su base sottostante. A frenarli sono stati i bassi livelli di crescita registrati in Svizzera e un drastico taglio da parte di Anheuser Busch in Belgio. Ad ogni modo non si è trattato di un anno negativo, visto che nove società europee su dieci hanno comunque incrementato le distribuzioni. Particolarmente positive sono state le performance della Germania, seguita a ruota da Francia, Spagna e Italia. La crescita complessiva ha beneficiato per lo più degli effetti positivi dei tassi di cambio a inizio anno.

Nell’area Asia Pacifico, l’anello debole nel 2018 è stata senza dubbio l’Australia. Qui i dividendi dipendono fortemente dalle banche, i tassi di pagamento sono già elevati, i profitti crescono lentamente e l’operatore di telecomunicazioni Telstra ha ridotto drasticamente le distribuzioni nel tentativo di preservare la liquidità. Il risultato è stato un aumento dei dividendi su base annua di un mero 0,9%. Altri Paesi nella regione hanno evidenziato un andamento di gran lunga migliore. In Corea del Sud, ad esempio, Samsung ha fatto il suo debutto fra i primi 20 operatori globali. Quattro anni fa non rientrava nemmeno fra i primi 100.

Dopo un primo trimestre sottotono, i dividendi dei mercati emergenti si sono fortemente ripresi nel resto dell’anno, archiviando un’impennata del 15,9% su base sottostante per l’intero 2018. Il contributo migliore proviene dalla Russia, con payout ratio senza precedenti. Degno di nota è stato anche l’aumento dei dividendi cinesi.

A livello globale, il settore minerario ha messo a segno la crescita più rapida nel 2018: le società, infatti, hanno ripristinato i rapporti di distribuzione, in primis nel Regno Unito, dove molte di loro sono quotate. Nel settore bancario, che rappresenta il segmento a distribuzione più ampio, i dividendi sono saliti del 13,6% su base sottostante, mentre fra le società petrolifere l’incremento si è attestato al 15,4%. In coda alla classifica si posiziona il settore delle telecomunicazioni, dove le distribuzioni sono rimaste invariate o sono addirittura calate in metà dei Paesi inclusi nell’indice.

Per il 2019, Janus Henderson prevede una crescita sottostante del 5,1% equivalente a un incremento complessivo del 3,3%, fermo restando un andamento costante dei tassi di cambio durante l’anno. Nel 2019, le società mondiali sembrerebbero quindi intenzionate a distribuire agli azionisti $1.414 miliardi.

Ben Lofthouse, Head of Global Equity Income di Janus Henderson ha dichiarato: “Nonostante le difficoltà del mercato azionario, gli investitori possono contare sulla capacità delle società globali di continuare a generare reddito. I rendimenti in molte parti del mondo sono davvero interessanti, mentre una crescita dei dividendi dell’8,5% ha già superato il trend di lungo termine. Questa solidità è ascrivibile a una serie di fattori: ad esempio, settori come quello minerario, petrolifero e bancario stanno normalizzando le distribuzioni dei dividendi, dopo un periodo di dividendi scarsi o totalmente assenti,e la cultura del pagamento dei dividendi sta prendendo piede anche fra alcune delle principali società tecnologiche. A sostenere chiaramente l’incremento dei dividendi negli USA è stato altresì l’impatto dei tagli fiscali. Per l’anno in corso ci aspettiamo un’espansione dei dividendi più allineata alla tendenza di lungo termine. Le prospettive di profitto aziendali sono calate dopo la correzione delle stime economiche globali, sebbene molti osservatori siano ancora convinti che le società saranno in grado di generare una crescita positiva degli utili nel 2019. Ad ogni modo, i dividendi sono molto meno volatili degli utili, il che alimenta il nostro ottimismo riguardo alle prospettive per gli investitori in cerca di reddito.”


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