Fondi: l’investimento (non fa) acqua

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Francesca Vercesi di Francesca Vercesi22 febbraio 2019 | 10:34

L’acqua potabile è una delle risorse più importanti del mondo per l’umanità. La crescita della popolazione, il cambiamento climatico, l’urbanizzazione e l’aumento della ricchezza saranno gli aspetti chiave in materia di approvvigionamento idrico e di igiene nei prossimi anni. L’acqua potabile, inoltre, è un bene non rinnovabile e molto raro: sulla terra solo tre litri di acqua su 1.000 sono adatti al consumo umano. Per ottenere acqua pulita, infatti, sono necessari metodi specifici per la lavorazione e il trasporto. Il che comporta potenziali opportunità per gli investitori. Per questo Fidelity International ha appena lanciato il fondo Sustainable Water and Waste. Ne parliamo con il gestore Bertrand Lecourt.

Dove investe il fondo?
Si tratta di un nuovo prodotto incentrato sulle opportunità d’investimento sostenibile nei settori della gestione idrica e dei rifiuti. Partendo dalla previsione secondo cui oltre il 70% della popolazione mondiale vivrà in città entro il 2050, è indubbio che sia in atto un rapido processo di urbanizzazione nei mercati in via di sviluppo, mentre quelli sviluppati sono alle prese con una crescente pressione sulle vecchie infrastrutture. Le città andranno presto incontro a una paralisi se non riusciranno a dare priorità alla gestione di acqua e rifiuti.

Qual è l’obiettivo del portafoglio?
Realizzare ottimi rendimenti ponderati per il rischio, mediante investimenti globali in realtà che si occupano di progettazione, realizzazione o vendita di prodotti e servizi nei settori della gestione idrica e dei rifiuti. Il fondo può investire anche nelle società che sviluppano nuove tecnologie per soddisfare una domanda sempre crescente.

Di che società si tratta?
Sebbene la storia di acqua e rifiuti si perda nella notte dei tempi, le società operanti in questo settore restano relativamente inesplorate dagli investitori. Le opportunità d’investimento derivanti da questi settori sono trainate da una domanda sempre più forte di acqua potabile e servizi igienico-sanitari, oltre che dalla necessità di migliorare la capacità di gestire i rifiuti prodotti da popolazioni sempre più numerose, ricche e urbanizzate. Non esiste economia senza acqua e non c’è economia sostenibile senza una gestione degli scarti. Siamo convinti che questo fondo, grazie al particolare mix di opportunità d’investimento in vari settori, offra una diversificazione elevata a livello di azioni globali e un significativo potenziale di crescita e slancio al profilo dell’investimento responsabile e sostenibile.

Quali sono le considerazioni da fare in materia?
L’acqua potabile è distribuita in modo molto disomogeneo: troppe persone non sono in grado di soddisfare i bisogni primari. Secondo le stime dell’Ocse, un consumo eccessivo di acqua può portare a problemi ambientali e rallentare gli sviluppi economici. Le aziende tecnologiche stanno quindi sviluppando nuovi metodi per ottenere acqua potabile, per esempio attraverso la desalinizzazione dell’acqua marina, i pozzi e la tecnologia di stoccaggio. La domanda di acqua da parte di famiglie, industria e agricoltura continuerà a crescere nei prossimi anni. Secondo le stime della Banca mondiale, entro il 2030 ci sarà un eccesso di domanda di acqua del 40% rispetto alla sua effettiva disponibilità sul pianeta. Il consumo può essere rallentato da un’agricoltura e da una tecnologia più efficienti. Le aziende specializzate nella gestione dell’acqua rappresentano dunque una risorsa chiave.


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