Pictet Asset Management dà un taglio ai costi sui nuovi Pac

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di Redazione 25 Febbraio 2019 | 12:42
Dal primo marzo partono i nuovi piani di accumulo: la società si farà carico dei costi amministrativi di accensione

Dal mese di marzo partono i nuovi piani di accumulo (Pac) di Pictet Asset Management. La società si farà carico dei costi amministrativi di accensione, di solito a carico del cliente, relativi ai nuovi Pac attivati dal 1° marzo al 31 dicembre 2019 su tutti i comparti Pictet distribuiti in Italia. L’intento è favorire la clientela retail in un contesto di mercato ad alta volatilità e sensibile agli effetti negativi derivanti da possibili shock emotivi degli investitori. “Riteniamo che i piani di accumulo in questa fase di mercato siano particolarmente efficaci nella gestione ottimale di portafoglio e anche ottimi strumenti di educazione finanziaria”, ha detto Paolo Paschetta, Country Head per l’Italia di Pictet Asset Management, “utili a combattere la tradizionale avversione al rischio del risparmiatore italiano e ad accompagnarlo in scelte orientate al lungo periodo. Per tale ragione, abbiamo pensato di lanciare questa iniziativa anche nell’ottica di una sempre migliore collaborazione e supporto alle reti di consulenti finanziari, che da sempre contraddistingue il nostro impegno in Italia”.

Una campagna che punta ad aiutare l’investitore finale

L’obiettivo principale di questa campagna è aiutare l’investitore finale nella valutazione del Pac come uno strumento per ridurre al minimo l’effetto di un market timing sbagliato: con gli acquisti programmati il prezzo medio di investimento viene mediato nel tempo in base ai movimenti al rialzo o al ribasso del mercato e il rischio dell’investimento diminuisce e viene diversificato nel tempo.

Come gestire l’emotività negli investimenti

Per gli esperti di Pictet la volatilità nei mercati finanziari (volatilità indice MSCI world nel 2018 rispetto al 2017= +126%) accentua gli aspetti emotivi nelle scelte di investimento, soprattutto in un Paese, come l’Italia, tra gli ultimi in Europa per livello di educazione finanziaria. Una bassa educazione finanziaria implica una minor consapevolezza del rischio sostenuto e di conseguenza una minor capacità di “gestire l’emotività” nei momenti di maggior sofferenza del portafoglio. Anche per questa ragione oltre il 30% dei risparmi privati italiani sono ancora parcheggiati su conti correnti e depositi e non destinati ad asset finanziari legati ad attività produttive e potenzialmente più redditizie, sebbene più rischiose. Tutto questo rappresenta un costo per la società nel suo complesso. Per tali ragioni, sottolineano dalla società di gestione, è fondamentale che l’industria nel suo complesso agisca per indicare agli investitori i migliori approcci che possano aiutare l’adozione di un’ottica di investimento di lungo termine, combattendo l’irrazionalità delle scelte di breve periodo, da sempre nemica di una pianificazione finanziaria efficace.

Pictet: in fasi di turbolenza, diluire nel tempo gli investimenti minimizza gli effetti negativi

Se in questo contesto di mercato il rendimento di portafoglio passa inevitabilmente attraverso l’assunzione di maggior rischio (investimento azionario), diluire nel tempo i momenti di ingresso in questa asset class, soprattutto in fasi di turbolenza, minimizza gli effetti negativi di scelte guidate dall’irrazionalità. Pictet ritiene che un investimento costante nel tempo riduce la possibilità di decisioni di investimento avventate e facilita comportamenti più razionali e coerenti con gli obiettivi della pianificazione finanziaria di lungo termine. Il piano di accumulo si configura dunque come un valido strumento per educare alla disciplina nell’approccio agli investimenti.

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