Asset allocation: ecco perché sono meglio gli assicurativi dei bancari

A
A
A
Avatar di Redazione11 marzo 2019 | 12:00

Si parla spesso del settore finanziario come un’unica asset class da avere o meno in portafoglio. In realtà esistono differenze importanti di opportunità all’interno di un settore decisamente vasto. Per esempio in questo momento, suggerisce Notz Stucki, società di asset management ginevrina fondata nel 1964 tradizionalmente focalizzata sulle gestioni di grandi patrimoni e sulla selezione di fondi e gestori, gli assicurativi sarebbero da preferire ai bancari. Vediamo il perché nell’analisi in calce.

Dal 2009 ad oggi il comparto ha registrato un rendimento del 15,7%, quello bancario del 7,5%. Perché tale discrepanza? In primo luogo a causa della regolamentazione: per evitare l’insorgere di crisi sistemiche di liquidità, le autorità di vigilanza hanno imposto dei coefficienti di riserva e vincoli di utilizzo della Tesoreria che hanno compresso i margini degli istituti bancari danneggiandone la redditività. In secondo luogo, per i crediti deteriorati: il post-crisi è stato molto più difficile per le banche che per le compagnie assicurative, le quali non hanno dovuto fare i conti con il crescente ammontare degli NPL, i principali responsabili dell’erosione dei profitti del settore. Inoltre è necessario menzionare le difficoltà di alcuni Paesi europei, in particolare quelli dove vi è uno stretto rapporto tra il governo e le grandi banche. Noi crediamo che è ancora possibile generare buone performance con alcuni specifici istituti poiché in alcuni casi è possibile trovare del valore ma come investimento di lungo termine guardiamo prevalentemente a titoli di imprese di assicurazione o riassicurazione di qualità che non solo pagano un buon dividendo ma mostrano resilienza ai ribassi di mercato e costituiscono delle buone opportunità di crescita nelle fasi favorevoli.


Non è possibile commentare.

ARTICOLI CORRELATI

Asset allocation, guadagnare giocando in difesa

Asset allocation: dopo il rally è tempo di protezione

Pictet AM: “La Fed? Una presenza che si fa sentire nell’asset allocation”

Asset allocation: le mosse estive sui bond

Syz Am, l’asset allocation è un rebus

Asset allocation: opportunità infrastrutture

Fondi: l’investimento (non fa) acqua

Asset allocation: caccia alle migliori occasioni

Asset allocation: puntare sulla crescita di qualità

Asset allocation: nel 2019 occasione commodity

Asset allocation, portafoglio a prova di ribassi

Consulenti, rischi e opportunità per un 2019 dal portafoglio perfetto

Asset allocation, una nuova scommessa sugli emergenti

Invesco, portafogli per due scenari alternativi

Asset allocation, è tornata tanta voglia di oro

Asset allocation, è la (s)volta degli emergenti

Asset allocation, bye bye bull market

Asset allocation, le opportunità europee

Asset allocation: in bond high yield we trust

Asset allocation alla prova del protezionismo

Consulenza, l’indecisione fa male al portafoglio

Consulenti, come costruire il portafoglio perfetto mentre guardi Diletta Leotta

Asset allocation, 3 motivi per sorridere e 1 per cautelarsi

Asset allocation, una questione di stile

Esma e Mifid 2, gli obblighi dei cf nel costruire i portafogli

Modelli di asset allocation alla prova del rialzo dei tassi

Goldman Sachs AM, ecco i tre principali rischi sui mercati

Iggo (Axa IM): attenzione alla duration più che al rischio di credito

Pictet AM preferisce l’high yield e il debito emergente in dollari

Etf, essere passivi è una scelta

Asset allocation, ancora cautela sull’azionario

Anima e Prima Sgr si danno alla chat

F3 World, diversificato e +50% in 2 mesi

Ti può anche interessare

Fondi, top e flop del 1/02/19

La rubrica dedicata al risparmio gestito ...

Fondi d’investimento, il migliore e il peggiore del 25/03/2019

La rubrica del risparmio gestito ...

Sri, due premi per BNP Paribas Asset Management

I premi sono stati assegnati per la categoria Fondi Tematici a “Parvest Global Environment” e pe ...