Asset allocation: tutti pazzi per la cedola

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Matteo Chiamenti di Matteo Chiamenti12 marzo 2019 | 11:18

Tra i prodotti sicuramente più apprezzati in questo momento troviamo quelli a cedola. A tal proposito vi proponiamo un’intervista esclusiva di approfondimento sul tema con Michele Quinto, Co-Branch Manager e Retail Sales Director del gruppo.

In un contesto di mercato che ha visto di fatto tramontare i cosiddetti “porti sicuri” degli investitori, dove si sta orientando la ricerca di rendimento? 

Dopo la crisi finanziaria del 2007-2008, le principali banche centrali, con tempistiche differenti hanno lanciato programmi di  allentamento quantitativo; questa ondata di acquisti ha portato ad una compressione nei rendimenti in tutte le tipologie di obbligazioni, spingendo addirittura quelle con rating più alti a rendimenti negativi.

La ricerca di rendimento accompagnata con  la grande liquidità in circolazione hanno portato gli investitori a considerare titoli con rating sempre più bassi,  questo ha creato per un periodo un mispricing nel rapporto rischio/rendimento soprattutto per le emissioni societari.

Il cambio di rotta della Federal Reserve sta lentamente normalizzando la situazione. L’aumento dei tassi unitamente all’incremento  degli spread della componente corporate stanno ricostruendo un buon rapporto rischio rendimento generando interessanti opportunità di rendimento in questa asset class. 

A tal proposito, come giudica l’attenzione che gli strumenti a cedola stanno registrando in questo inizio 2019?

L’interesse del risparmiatore italiano verso prodotti a cedola a scadenza è amplificato in un contesto di mercato, caratterizzato da incertezza e instabilità.

Il 2018 è stato caratterizzato da un ritorno ad un regime di volatilità normale, dopo un 2017 troppo benevolo, portando i risparmiatori a cercare sempre più soluzioni in grado di offrire non solo un rendimento stabile, ma anche un rischio più prevedibile. Tali esigenze possono essere soddisfatte da prodotti a Cedola e a scadenza in grado di erogare una reddito periodico e di neutralizzare o smussare i rischi del mercato.

In relazione a questo scenario e a questi temi, come si colloca la vostra proposta commerciale e su quali/quale prodotti/prodotto puntate?

Il nostro fondo Franklin Target Income 2024 Fund ( in collocamento fino al 29 Marzo di quest’anno) offre una risposta semplice ed efficace a questo scenario perché fornisce flussi di dividendi regolari in un orizzonte temporale di 5 anni.

In termini di asset allocation  il fondo investe fino al 20% in Paesi emergenti, segmento di Mercato che ci vede tra i migliori gestori, con la gran parte dei nostri comparti che si collocano nel primo quartile sui diversi orizzonti temporali.

Franklin Target Income 2024 Fund, gestito dal nostro team di European Fixed Income a Londra, investe in 70-80 titoli, diversificati su 15 settori 25 paesi e diverse tipologie di emissioni, dai titoli governativi ai subordinate bancari, tutti denominati in Euro, per azzerare il rischio valutario, risponde in pieno alle esigenze evidenziate in precedenza: semplicità, prevedibilità e rischio contenuto (SRRI 3).

É una tipologia di prodotti in cui in Franklin Templeton crediamo molto ed altre emissioni sono in programmazione a partire già da quest’anno.


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