Consulente in crisi con l’obbligazionario: la soluzione c’è

A
A
A
Matteo Chiamenti di Matteo Chiamenti19 marzo 2019 | 10:03

Si parla spesso della perdita di “appeal” del mondo obbligazionario tra gli investitori, dopo la perdita dello status di “luogo sicuro”. In realtà questa asset class può ancora raccontare esempi di eccellenza ed essere comunque un punto di riferimento fondamentale per l’asset allocation di un consulente finanziario. Basta semplicemente scegliere il prodotto giusto. Un esempio potrebbe essere quello dell’AcomeA Perfomance, fresco vincitore del Premio Alto Rendimento nella categoria Miglior fondo Obbligazionario Misto. A ribadirlo è Alberto Foà, presidente e gestore dei fondi obbligazionari di AcomeA Sgr. Lo abbiamo intervistato in esclusiva per Bluerating.com.

La vostra società ha ancora una volta ottenuto importanti riconoscimenti nel corso dell’ultima edizione del Premio Alto Rendimento. Qual è il segreto per mantenere nel corso degli anni questo profilo di eccellenza?

Ho a che fare con i mercati finanziari e con la loro volubilità da più di 35 anni.

In questo mestiere non ci si misura con il “rischio”. Si ha a che fare con l’incertezza. Che è una bestiolina diversa. Rischio e incertezza sembrano sinonimi ma in realtà sono concetti molto differenti. Il rischio può essere quantificato in modo scientifico e puntuale. L’incertezza, no.

E’ come prevedere il futuro, non si può fare. Punto.

Tuttavia se si adottano alcuni modus operandi, si può approfittare dell’incertezza che pervade sempre i mercati finanziari, anziché subirla. E volgerla a proprio vantaggio. Conta molto il processo decisionale della singola scelta di investimento e le qualità umane delle persone che formano il team di investimento. Sapere in cosa si investe, avere un piano dettagliato su cosa fare se il mercato ti premia o al contrario, ti punisce.

Prezzo e Valore spesso non coincidono e se vedo il prezzo di un titolo scendere, la prima domanda che mi faccio non è se conviene vendere, ma al contrario, se conviene comprare di più.

Sono processi decisionali che richiedono razionalità, indipendenza di giudizio e coraggio. E che devono essere perpetrati nel tempo. La gestione attiva e il value in particolare, funzionano. E’ un approccio che da un concreto vantaggio all’investitore.

A patto però di rimanere fedeli nel tempo. Noi lo siamo stati e lo saremo.

Tra i premi ottenuti abbiamo anche quello per il Miglior fondo Obbligazionario Misto, il vostro AcomeA Performance. Vuole raccontarci il profilo di questo prodotto, del target e del perché a suo avviso ha saputo conquistare questo riconoscimento?

Mi sono sempre chiesto la logica finanziaria sottostante ai fondi settoriali, tematici, absolute return, alternative, etc,etc. Non sono mai riuscito a trovarla. Io penso che un gestore valido sia tale se è in grado di ragionare in termini globali. Quale è la prima migliore scelta di investimento al mondo nel panorama obbligazionario? Quale è la seconda? E così via.

Non parlo di asset class. Parlo di titoli. Sono quelli che fanno la differenza nel bene e nel male. Così gestisco il portafoglio di AcomeA Performance e prima ancora per 18 anni in Anima, il mio approccio è stato il medesimo.

In particolare per quanto riguarda AcomeA Performance ho voluto mettere a disposizione dei nostri Partner un fondo che non avesse i vincoli tipici dei “grandi” gestori istituzionali.

Posso gestire la duration del fondo in modo flessibile. Posso concentrarmi su una particolare area oppure optare per un portafoglio diversificato al massimo, se ritengo che sia opportuno. Sono i prezzi a guidare le mie scelte di investimento, con un occhio sempre attento ai fondamentali, cioè la realtà. Non posso ovviamente escludere che il fondo abbia sotto periodi in cui manifesta volatilità. Ma non può farlo nessun gestore.

Non credo che i vincoli di ratings, di VaR o di volatilità possano salvaguardare meglio un investitore. Quando un titolo sale o scende, se ne infischia di queste cose. AcomeA Performance è per questo l’Uovo di Colombo: duration flessibile, ottica globale e una disciplina di gestione ferrea che costruisce il rendimento futuro nei momenti di più forte tensione.

Il mondo obbligazionario ha probabilmente vissuto un cambiamento della percezione da parte degli investitori negli ultimi, abbandonando il vecchio ruolo di “porto sicuro” e declinando invece in una nuova funzionalità più tattica nell’ottica della composizione di un portafoglio. In relazione a questa valutazione, considerando il punto di vista del consulente finanziario, quale può essere l’utilizzo dell’AcomeA Performance in un’ottica di asset allocation?

Non invidio oggi un consulente alle prese con la costruzione di un portafoglio obbligazionario: centinaia di comparti specializzati tra cui scegliere, spesso molto complicati da capire. Quali sono le aree più promettenti? Avere o meno l’esposizione al cambio? Più Europa o America? Gli emergenti sono ancora da comprare? AcomeA Performance permette di semplificare tutte queste scelte, per averle in un unico contenitore facile da monitorare, trasparente e con un servizio di formazione alla Rete sempre preciso e puntuale. Perché poi alla fine è il Consulente che ci mette la faccia. Meglio per lui se c’e’ anche quella del Gestore, indipendente, che ne risponde sulla propria pelle.


Non è possibile commentare.

ARTICOLI CORRELATI

Il grande sacrificio del consulente

Banca Mediolanum: l’uomo di frontiera che cavalca l’innovability

Cofip, ecco il congresso nazionale consulenza finanziaria professionale

Ti può anche interessare

Allianz e Dws, si parla di matrimonio

Le agenzie Bloomberg e Reuters (dopo) lanciano un curioso rumor in ambito di gestito internazionale: ...

I nuovi Pir perdono il treno del dl Crescita

La questione dei nuovi Pir assume i contorni di un’Odissea senza film. Dopo essere approdati sul t ...

Doppia nomina per Janus Henderson

Tom O’Hara e Tom Lemaigre entreranno a far parte del team European Equities. Faranno entrambi rife ...