Pir, un piede nella fossa

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I ritardi del decreto attuativo e le performance negative pesano sulla raccolta netta dei Piani individuali di risparmio.

Marcello Astorri di Marcello Astorri23 aprile 2019 | 10:26

I Pir rischiano di finire davvero con un piede nella fossa. I ripetuti ritardi nell’applicazione della riforma e le polemiche hanno mandato la raccolta sotto zero nei primi mesi dell’anno. Come riporta Plus24, i fondi Pir compliant, a febbraio, hanno fatto segnare -15,7 milioni di raccolta. E’ andata anche peggio a marzo, con un -35,8 milioni. Dopo la riforma inserita nell’ultima legge di bilancio, il mercato è rimasto in attesa di un decreto attuativo che il governo non ha ancora varato.  Intanto, infuria il dibattito intorno ai nuovi vincoli introdotti, che impongono ai gestori d’investire il 3,5% del capitale nel venture capital e un altro 3,5% in aziende quotate sull’Aim. Il famoso decreto attuativo della riforma è entrato e uscito dal dl crescita, con forme diverse: compresa l’introduzione a gradini proposta dal Mef. Tra le ipotesi al vaglio, anche un clamoroso rinvio delle nuove regole e un ripristino dei vecchi Pir. Tutta questa incertezza ha portato il mercato a bloccarsi, facendo perdere ai Pir l’onda rialzista che ha finora contraddistinto il 2019.


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