Banca Mediolanum è l’highlander dei Pir

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Marcello Astorri di Marcello Astorri27 giugno 2019 | 10:49

La nuova legge varata dal governo ha gettato lo scompiglio sui Piani individuali di risparmio (Pir). Come riporta il quotidiano MF, la società Lyxor, del gruppo Société Générale, ha deciso di chiudere uno dei suoi Etf dedicati. Mentre calano i patrimoni di prodotti marchiati da gestori del calibro di Ersel, Allianz e, appunto, Lyxor. Si muove in controtendenza, invece, Banca Mediolanum, che ha sempre creduto molto nei Pir. Il gruppo guidato da Massimo Doris, infatti, a fine marzo ha sfondato i 4 miliardi di euro di masse amministrate, con una raccolta netta di 91 milioni nel 2018 e di oltre 47 milioni nei primi tre mesi del 2019.

Con l’avvento della nuova legge i Pir 1, nati nel 2017 e 2018, non possono fare nuove sottoscrizioni. Così in molti stanno valutando se continuare o meno l’attività. L’obbligo di investire almeno il 7% in strumenti illiquidi – almeno il 3,5% in venture capitale e 3,5% in pmi – ha incassato la contrarietà dei gestori, preoccupati che possa rivelarsi un problema quando si tratta di liquidare parte degli asset per far fronte alle richieste di riscatto dei clienti.

Intanto, a maggio il trend negativo per l’industria del risparmio gestito è proseguita in Europa. Secondo i dati di Refinitiv, in totale nei fondi europei si sono registrati nel mese deflussi per 12,7 miliardi di euro (esattamente com’è avvenuto in Italia per i Pir).


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