Requiem for a Pir

A
A
A
Avatar di Redazione10 luglio 2019 | 11:39

Secondo una recente ricerca del dipartimento Asset Management del Centro Studi Le Fonti, gli investimenti sui PIR (piani individuali di risparmio) non funzionano più e non riscuotono successo sul pubblico italiano.
La ricerca è stata redatta partendo da un sondaggio realizzato su un campione di circa 1.400 professionisti della consulenza finanziaria (consulenti finanziari, consulenti indipendenti e private banker) a cui sono state rivolte una serie di domande volte a valutare il sentiment del mercato degli investitori privati a cui i PIR si rivolgono.

Nel 2017, anno di introduzione del nuovo strumento, la raccolta aveva superato le attese attestandosi a circa 11 miliardi di Euro. Un risultato che faceva ben sperare, vista la possibilità per l’investitore di puntare una quota entro i 30 mila euro anche negli anni successivi. A trainare la raccolta è stata in particolare la possibilità di godere di agevolazioni fiscali. La ratio adottata dal governo di allora aveva i migliori propositi: offrire uno strumento che potesse agevolare gli investimenti in società italiane, dando quindi un impulso diretto all’economia e promuovendo la quotazione al AIM di nuove società.
Purtroppo il sistema ha mostrato i suoi limiti e, anche a causa del forte senso instabilità dato dal punto di vista politica, negli anni successivi lo strumento è stato abbandonato.

Dopo l’introduzione della nuova normativa sui PIR, il Centro Studi Le Fonti, ha voluto indagare su come le nuove regole abbiamo inciso sul mercato e i risultati sono stati tutt’altro che positivi.
Lo studio infatti ha rilevato come meno del 10% degli investitori che avevano sottoscritto un PIR nel primo anno dalla loro introduzione ha deciso di incrementare la propria quota negli anni successivi (59,81% dei rispondenti).

Fredda anche la risposta dei consulenti alla domanda “quanto consiglieresti di investire in PIR”, che rimane sotto la media (41 su un punteggio da 1 a 100). Il vantaggio fiscale rimane ancora il driver principale dell’interesse dello strumento (90,38%), ma rimane una parte di rispondenti che indica come altra motivazione l’idea di poter investire e sostenere il sistema economico italiano. I motivi che disincentivano maggiormente i PIR sono le preoccupazioni sulla situazione economica e politica del Paese e la scarsità delle PMI quotate al AIM.

Tra le società di investimento più apprezzate per i propri fondi PIR compliant spiccano Banca Mediolanum, Anima, Fidelity International, Eurizon e Amundi.


Non è possibile commentare.

ARTICOLI CORRELATI

Governo: 35 miliardi cercasi

Diamanti in banca, ecco il background giuridico

Morgan Stanley, trimestre in calo ma sorridono le gestioni

Consulenti, ecco perchè il multi asset non passa di moda

Enasarco, le dritte in vista delle elezioni

Gam e il caso ARBF: il 100,5% del portafoglio sarà restituito agli investitori

Bond, c’era una volta l’high yield

Consulenti, le istruzioni per conquistare i Millennials

Rendiconti Mifid 2, ecco i documenti assicurativi di Azimut

Credem, ora ti aiuta Emily

Investimenti, la tendenza alla giapponesizzazione

Mediolanum, così parlò di Montigny al Fed

Certificati d’investimento, come muoversi e cosa aspettarsi per i prossimi mesi

Tassi, dalla Fed un assist a Trump

Etf, a giugno dominano obbligazionari ed Esg

Consulente, per il cliente sei come Wikipedia

Assopopolari, nel segno della cooperazione bancaria

Finanza e competenze digitali, tanto fumo e poco arrosto

Consulenti, a giugno (quasi) tutti sono bravi

Zurich, Molteni nuovo COO

Intesa, private banking sulle Dolomiti

Credem e Banca del Piemonte, wealth management a braccetto

Certificati, con Vontobel la svolta attiva

Enasarco, Mei in pole position per Anasf

Efpa Italia, Liccardo passa il testimone a Bortolato

Ocf: la grande battaglia per la presidenza

Enasarco: lo sconsolato (e arrabbiato) esercito dei senza pensione

Carmignac, la sostenibilità ha un nuovo volto

Arrivano gli incentivi per gli Eltif

Mercati, cinque investimenti per blindare i risparmi

Mediolanum, la raccolta scala la marcia

Consulenti, maggio caldo per la vigilanza

Consulenza e tecnologia, un binomio ormai indissolubile

Ti può anche interessare

Si rinnovano il marketing e la comunicazione di Franklin Templeton

Arriva la nomina di Alessandro Rongo a nuovo Marketing Director e Communications Coordinator per l'I ...

Pir: consolazione raccolta, in attesa dei nuovi

Secondo il consueto osservatorio mensile elaborato da Plus24, la raccolta dei Pir si è mantenuta an ...

Fondi, top e flop del 27/12/18

La rubrica dedicata al risparmio gestito ...