Disruption, il “mostro” che non deve fare paura. Parola di Janus Henderson

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Avatar di Hillary Di Lernia18 luglio 2019 | 17:19

Ci sono parole che fanno paura. Mettono ansia. Spaventano. Un po’ perché utilizzate per descrivere un qualcosa di negativo, un po’ per perché abusate. Un po’ perché non si conoscono. Nel mondo della finanza (ma non solo), una di queste parole è disruption. 

Tanti usi ma significati attribuiti spesso confusi e talvolta non univoci. Nulla sembra chiaro, limpido quando si incontra questo termine, ma ciò che appare indiscusso è la presenza permeante in tutti i settori e in tutte le aree geografiche e sta dando prova di essere un elemento che fa la differenza anche in termini di performance a lungo termine dei portafogli di investimento.

Ne sono convinti i Portfolio Manager di Janus Henderson Investors, che nel consueto outlook di metà anno hanno voluto focalizzarsi sui temi che potrebbero influenzare i mercati nella seconda parte del 2019.

“In questi periodi di maggiore incertezza, i trend di crescita secolari creati dalla disruption nel settore tecnologico sono rimasti perfettamente intatti, registrando addirittura un’accelerazione in alcuni ambiti.” ha ribadito Richard Clode, Global Technology.

La tecnologia e la sanità sono fra i settori più importanti, con il primo che funge da motore dell’economia digitale e il secondo interessato da livelli di innovazione senza precedenti.

La disruption è proseguita soprattutto dopo che i progressi nello sviluppo di farmaci hanno generato un’ondata di fusioni e acquisizioni nel settore sanitario e forze secolari di sostegno alla crescita nel campo tecnologico.

Ciononostante, entrambi i settori si sono dimostrati suscettibili alla volatilità a breve termine. Ad aprile, i titoli sanitari hanno perso terreno a causa della proposta di eliminazione dell’assicurazione privata negli USA.

Le preoccupazioni sulle giacenze e sulle dispute commerciali hanno inizialmente pesato sul segmento dei semiconduttori, mentre le piattaforme internet hanno subito controlli serrati sulla tutela della privacy.

La domanda di soluzioni di cloud computing invece è stata particolarmente sostenuta, con la spesa destinata a crescere in maniera esponenziale nei prossimi anni; Internet of Things, intelligenza artificiale e attivazione della rete 5G si confermano difatti le forze dominanti del cambiamento.

Non c’è scampo: l’innovazione, se da un lato spaventa, è irrimediabilmente destinata a proseguire ed inevitabile necessaria per lo sviluppo non solo di imprese o aziende, ma dell’intera società.


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