Asset allocation, l’oro per diversificare

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Avatar di Redazione 28 Agosto 2019 | 12:33

“Nonostante sia sui massimi degli ultimi sei anni, riteniamo che il prezzo dell’oro si stabilizzerà e, anzi, che abbia ancora margini di aumento nel medio termine. Sempre che non si verifichi un aumento dei rendimenti reali, un significativo rafforzamento del dollaro o un’inversione dei flussi dell’Etf. In ogni caso, l’oro conserva la sua funzione di diversificazione”. È l’analisi di Michael Blümke, portfolio manager di ETHENEA. Coerentemente con questa posizione, da inizio anno, l’esposizione del fondo bilanciato Etna-AKTIV è passata dallo 0% al 5%.

Molti investitori si chiedono se il metallo prezioso abbia raggiunto il suo picco o se ci sia ulteriore margine di crescita. Dal nostro punto di vista – spiega Blumke – il prossimo obiettivo per l’oro è intorno ai 1.550-1.600 dollari l’oncia, con possibili ulteriori rialzi nel medio termine. Tuttavia, questi target presuppongono che i rendimenti dei titoli del Tesoro Usa continuino a diminuire, che vi siano ulteriori afflussi negli Etf sull’oro e che il dollaro rimanga stabile. In termini di asset allocation, prima del recente forte aumento dei prezzi, molti investitori sottopesavano l’oro nei loro portafogli. Tuttavia, l’oro è decollato una volta che sono entrate in gioco tutte le condizioni preliminari per il rally: bassi rendimenti reali, un dollaro stabile, un posizionamento dell’Etf basso, le banche centrali che hanno cominciato ad acquistare oro e gli investimenti in un porto sicuro. Questo ha quindi incoraggiato altri investitori a riprendere in considerazione l’investimento in oro.

L’oro è generalmente visto come un bene rifugio, con un piccolo costo annuo negativo. Sebbene l’oro non abbia cedole, le azioni del più grande Etf sull’oro, Spdr Gold, hanno un rapporto di spesa di 40 punti base. Ciò significa che se un investitore dovesse confrontare il possesso dell’oro (a -40 punti base) con il possesso dei Bund a 10 anni (a -68 punti base) allora, a fronte di un dollaro stabile, l’oro risulterebbe relativamente attraente.

“Sebbene l’oro sia un bene rifugio sicuro, ce ne sono anche altri che vale la pena considerare”, continua Blümke. “Storicamente, i titoli del Tesoro Usa e il dollaro sono considerati beni rifugio. Se dovessimo assistere a un’ulteriore escalation nella guerra commerciale o valutaria, ci aspetteremmo una performance positiva da entrambi questi asset. In questo scenario, prevediamo che l’oro, il dollaro e i Treasury statunitensi aumenterebbero parallelamente. Oltre al dollaro, consideriamo anche il franco svizzero e lo yen giapponese come importanti valute rifugio”.

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