Asset allocation, il momento d’Oro

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Avatar di Redazione30 agosto 2019 | 10:20

Vi riportiamo di seguito un commento sull’oro, a cura di Stefan Keller, Asset Allocation Strategist di Candriam.

Le nostre principali convinzioni relative al secondo semestre di quest’anno sono state confermate dagli avvenimenti dell’estate: l’incertezza geopolitica ha rallentato la crescita economica – senza tuttavia innescare una recessione – e i mercati hanno registrato una maggiore volatilità, senza tradursi in un anno negativo per l’azionario. Al di là dell’asset allocation equity vs. bond, la nostra principale conclusione d’investimento in questo contesto è l’aggiunta di coperture del portafoglio attraverso asset decorrelati, come l’oro.

In primo luogo, l’evoluzione storica del prezzo del metallo prezioso mostra un incremento in corrispondenza del calo dei mercati azionari, e dell’aumento della volatilità, e quando i tassi di interesse reali scendono. È pertanto possibile, in questo modo, rafforzare ulteriormente la copertura del proprio portafoglio. Attualmente, questa è un’idea sensata, dal momento che ci troviamo ad affrontare un momento storico che non ha precedenti nell’era del secondo dopoguerra, con le due maggiori economie mondiali impegnate in una lotta commerciale, valutaria e non solo. Oltre a queste tensioni, altre questioni di attualità geopolitica (Hong Kong, Iran e Brexit, per citare solo qualche esempio) rimangono irrisolte e i loro sviluppi potrebbero pesare sull’economia tanto da determinare un hard landing, invece del previsto soft landing.

In secondo luogo, poiché il mondo degli investimenti deve affrontare rendimenti negativi su oltre un quarto delle obbligazioni investment grade in circolazione e un ulteriore allentamento monetario, non vi è più un costo opportunità nel mantenere un’esposizione all’oro. Una delle principali battute d’arresto dei metalli preziosi in qualità di asset class è l’assenza di rendimento, come i dividendi per gli azionisti e le cedole per gli obbligazionisti. In quest’ultimo caso è ancor meno rilevante, dato che oggigiorno acquistare e detenere obbligazioni fino a scadenza potrebbe significare investire in asset destinati a perdere. Poiché la recente performance dell’oro è stata associata a obbligazioni con duration lunga e rating AAA, il cui rendimento è sceso al di sotto dello zero, la relativa appetibilità dei metalli preziosi è interessante.

Infine, gli investitori finanziari sembrano essere i principali acquirenti marginali di oro. Laddove iniziassero ad acquistarlo, ciò avrebbe un impatto effettivamente positivo sulla domanda del metallo e, di conseguenza, sui prezzi. D’altro canto, i deflussi possono avere un effetto negativo. Nel complesso, ciò si riflette sulla volatilità del metallo giallo. Le performance del mese di agosto hanno dimostrato che gli avvenimenti a breve termine hanno reso l’oro vulnerabile all’indebolimento. Tuttavia, in una prospettiva a più lungo termine, i fattori fondamentali sottostanti appaiono invariati.


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